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COLONIA: DONNE, UOMINI E PRIORITÀ
Monica Lanfranco - Il Fatto Quotidiano 07/01/2016
 
Da alcuni giorni non c’è conversazione nella quale sia assente la menzione dei fatti di Colonia. Ravviso un’inquietudine diffusa, tra le donne che conosco, e dentro di me: mi tornano in mente le pagine del libro, e del film, pochissimo visto e conosciuto, della pure celeberrima Margaret Atwood, Il racconto dell’ancella, nel quale si descrive un mondo sempre più violento che decide che i diritti delle donne sono da sacrificare in nome del controllo sociale e dell’ordine.
Le aggressioni, avvenute nei pressi della stazione centrale, (emergono ora casi analoghi anche in altre città tedesche) sono state organizzate in modo preciso, come emerge dalle testimonianze delle vittime, da parte di gruppi di giovani uomini, sembra nordafricani, che hanno circondato, intimidito e fatto violenza alle donne scelte come bersaglio, in modo ripetuto e per molte ore. I numeri sono impressionanti: un migliaio gli aggressori, decine le vittime, forse alcune non denunceranno mai per la vergogna, la paura e lo choc.
 

LO STATO È LA REPUBBLICA
Marcello Vigli - Italia Laica 03/06/2015
 
L’opposizione alle innovazioni contenute nella proposta di Buona scuola avanzata dal governo Renzi  è insorta e si è sviluppata nelle scuole, nelle piazze, in Parlamento per motivi diversi, ma tutti sono confluiti in una conflittualità appassionata a difesa di un bene pubblico considerato inalienabile. Il fronte che si è opposto allo smantellamento del sistema scolastico nazionale, contenuto in quella proposta, non è stato mai così ampio e compatto.
Al suo interno, però, non era piena la consapevolezza della posta in gioco pur nella condivisa individuazione della necessità prioritaria di rintuzzare la proposta della centralità del Dirigente nella gestione di scuole territorializzate e sottratte ad un sistema nazionale. Non è apparso evidente che proprio tale smantellamento era l’obiettivo primario della proposta, in sintonia con una politica perseguita da oltre vent’anni, più o meno consapevolmente da certi settori della sinistra, per un malinteso antistatalismo, e del sindacalismo scolastico, per l’ottusa pretesa di condizionare la “funzione” docente.
 
 

LAICITÀ È CULTURA DELLA VITA
Dario Accolla - Italia Laica 20/05/2015
 
Come nella migliore tradizione della storia dell’ingerenza ecclesiastica nella vita politica italiana, Angelo Bagnasco ha stilato la solita sfilza di no a quei provvedimenti sui diritti civili che farebbero dell’Italia una nazione al passo con i paesi di vecchia e nuova democrazia più avanzati in materia.
Il no al divorzio breve è indicativo della pretesa da parte del clero di imporre la propria idea su quelle coppie sposate che, per un’evidente sfortuna o per un fallimento del proprio progetto affettivo,  decidono di non fare più un tratto di strada insieme. La vecchia legge era, a mio giudizio, ingiusta e superata. Perché aspettare tre anni prima di arrivare alla dissoluzione di un rapporto che non ha più ragion d’essere? Forse questo è coerente con quella filosofia tutta cattolica per cui un obiettivo deve essere ottenuto a prezzo di un certo sacrificio. Ma la prassi e la storia più recente ci dimostrano una doppia evidenza: se il matrimonio si rompe, da una parte, non ha senso mantenere in piedi i cocci con un collante che non può dimostrarsi efficace; dall’altra, se c’è un ripensamento nulla vieta a risposarsi. Di fatto questo gioca contro non solo l’autodeterminazione di individui consenzienti, ma anche contro il concetto più basilare di felicità umana.
 

COSA MANCA ALLE RELIGIONI PER ACCETTARE L'OMOSESSUALITÀ
Vito Mancuso - La Repubblica 19/05/2015

ANCHE se oggi il giudizio delle religioni sull'omosessualità è per lo più di condanna, qualcosa sta cambiando. È ormai citatissima la frase di papa Francesco del 28 luglio 2013: «Se una persona è gay e cerca il Signore e ha buona volontà, chi sono io per giudicarla? ». Affermazione scioccante perché i Papi, compresi gli immediati predecessori di Francesco, hanno sempre formulato esplicite valutazioni sull'omosessualità, e sempre di condanna. Nel 2006 il Dalai Lama riaffermava la disapprovazione buddhista: «Una coppia gay è venuta a trovarmi cercando il mio appoggio e la mia benedizione: ho dovuto spiegare loro i nostri insegnamenti. Una donna mi ha presentato un'altra donna come sua moglie: sconcertante». Nel 2014 l'approccio è stato diverso: «Se due persone, una coppia, sentono veramente che quel modo è più pratico, più fonte di soddisfazione, e se entrambi sono pienamente d'accordo, allora va bene».


LAICI E LAICISTI, SECONDO HABERMAS
Attilio Tempestini - Italia Laica 29/04/2015
 
Ho sempre pensato che la crescente tendenza, per cui al termine “laico” viene affiancato e addirittura contrapposto il termine “laicista”, abbia in buona misura la finalità di espungere dal primo termine, il significato in cui tradizionalmente si parla di Stato laico: e dare a questo significato, un residuale alloggio nel termine “laicista”. Già su tale strada si è in effetti avviata, da decenni, la gerarchia cattolica; dicendosi d'accordo con una laicità “bene intesa” e talvolta precisandola, come corrispondente alla regola di lasciare a Dio ciò che spetta a Dio, a Cesare ciò che spetta a Cesare. Una regola tuttavia che non regola granché: in quanto lascia aperta, la ben nota questione della competenza sulle competenze. Chi decide se è competente Dio o Cesare, allorché entrambe le parti ritengono di avere voce in capitolo?
 

VIA IL CROCIFISSO DALLE AULE: PROFESSORE SOSPESO PER UN MESE SENZA STIPENDIO
Antonella De Gregorio - Corriere della sera 02/04/2015
 
Un mese senza entrare in classe. E senza stipendio. È questa la sanzione inflitta dall’Ufficio scolastico regionale per l’Umbria al professor Franco Coppoli, reo di aver tolto i crocifissi dalle aule dell’Istituto per geometri Sangallo di Terni, in cui insegna. E non è la prima volta: già nel 2009 il docente di Italiano e Storia era stato «sollevato dal servizio» per trenta giorni, per aver rivendicato «la libertà di non fare lezione sotto un simbolo di una specifica confessione religiosa».
 

LA DEMOCRAZIA DEVE CHIEDERE L'ESILIO DI DIO
Paolo Flores d'Arcais - La Repubblica 09/03/2015
 
LA laicità è diventata una questione di vita e di morte, alla lettera. Costituisce, non a caso, la questione cruciale della democrazia. Anche se lo avevamo dimenticato, se avevamo dato la laicità per acquisita, al punto che anche il pensiero "laico" prestigioso ne teorizzava il superamento come inveramento (l'immancabile Aufhebung hegeliano): la società post-secolare. Il 7 gennaio il terrorismo islamico ha riportato le democrazie alla realtà: la strage della redazione di Charlie Hebdo è una dichiarazione di guerra alla libertà d'espressione, alla laicità, al disincanto, alla modernità, cioè alle stratificazioni logiche e storiche via via più lontane e più profonde che fanno da fondamenta della democrazia. Che questa progressione di fondamenta fosse la posta in gioco lo ha capito la passione illuminista e repubblicana delle
masse di Parigi e dell'intera Francia, con la più grande manifestazione di piazza mai registrata dai tempi eroici della Liberazione.
 

DONNE, ISLAM E ALTRI GUAI
Monica Lanfaranco - Riforma.it 05/03/2015
 
Come un semplice “pezzo di stoffa” possa cambiare l'immaginario. Alcune considerazioni sul velo e sui cambiamenti sociali all'ombra delle religioni
 

RIFORMA SCUOLA E INCENTIVI ALLE PRIVATE: A RISCHIO LA LAICITÀ DELLO STATO?
Monica Lanfaranco - Il Fatto Quotidiano.it 03/03/2015
 
Non sappiamo ancora come si evolverà, nel pacchetto ‘la Buona scuola’ del governo,
la proposta d’incentivi (si parla di circa 4mila euro a famiglia) per chi decida di iscrivere figlie e figli a istituti privati e paritari
. Sappiamo però che, accanto all’entusiasmo scontato di FI, anche esponenti del Pd sono favorevoli a questa misura, incuranti degli effetti che la proposta avrebbe su più versanti: obiezioni incostituzionali, depotenziamento della funzione sociale, politica e civile della scuola pubblica, relativizzazione della centralità della laicità dello Stato.
 

LA STAMPA CATTOLICA, QUELLA LAICA E I TEMI BIOETICI
Carlo Troilo - MicroMega on line 06/02/2015
 
Nei giorni scorsi è apparso in edicola un nuovo quotidiano che fin dal nome – “La Croce, quotidiano contro i falsi miti di progresso” – la dice lunga sul programma editoriale.
Il giornale si presenta come organo della associazione “Voglio la mamma”, il che farebbe pensare ad uno scherzo del compianto settimanale satirico “Il Male”. E invece non è uno scherzo. Tranne il sabato e la domenica si può davvero comprare nelle edicole, costa come gli altri quotidiani anche se ha solo otto pagine, tratta soprattutto di temi bioetici ma ha qualche accenno alla politica, un po’ di spazio per lo sport e per i programmi televisivi (i sette principali canali terrestri, più – naturalmente – Radio Maria e Radio Vaticana).
 

OBAMA E LA RELIGIONE "ANCHE NELLE CROCIATE CI FURONO CRIMINI ORRIBILI"
Alberto Flores D'Arcais - La Repubblica 06/02/2015
 
Lo Stato Islamico è «una setta della morte» e «nessun Dio può tollerare il terrorismo». Al National Prayer Breakfast, il tradizionale appuntamento di preghiera multi-confessionale che da oltre sessant'anni (venne istituito nel 1953 dal presidente Eisenhower) riunisce il primo giovedì di febbraio la Washington politica, Barack Obama condanna chi, nascondendosi dietro alla fede, commette orribili azioni. Il terrorismo islamico dunque, ma anche quelle religioni che nei secoli passati si sono comportate in modo simile.
 

FEMMINISTE E UNITE. UN MONDO PIÙ LAICO PER AVERE PIÙ LIBERTÀ
Monica Lanfranco - Noidonne.org
 
Alla Secular Conference (Londra, ottobre 2014) attiviste e intellettuali hanno discusso dell’emergenza fondamentalismo lanciando il Manifesto per la laicità.
Sono certamente le più estreme nel movimento, e quindi non possono piacere a tutte. Per gli uomini vanno dal ‘wow’ al ‘pittoresche!’ al decisamente ‘no’, (ma solo per gli integralisti di ogni religione, che però una sbirciata veloce la danno lo stesso). Parlo delle Femen, il gruppo femminista che viene dal violento e omofobo est, dalla Russia in particolare, ma che ha raccolto adesioni di attiviste anche nei paesi musulmani, come nel caso di Amina, che poi sembra, per pressioni interne alla famiglia, abbia ritrattato.
 

LA MAMMA, DIO E LA NONVIOLENZA
Monica Lanfranco - Il Fatto quotidiano.it Blog 18/01/2015
 
Avevamo bisogno, dopo il bagno di sangue e le puntualizzazioni su chi è o non è Charlie, dell’esternazione del Papa circa l’onore della mamma da difendere?
No, purtroppo. Pur sapendo che ogni evento, notizia ed emozione viene triturata nella turbina social che nulla sedimenta qualche pulviscolo resta impresso, e il pugno papale è memorabile, quindi doppiamente dannoso.
Usando l’ottimo stile comunicatore tanto caro a Berlusconi e a Renzi (la scanzonata mescolanza di pop e friendly, con selfie, corna, barzellette e frasi a effetto) il campione della fede Papa Francesco smentisce la sobrietà manifestata nella scelta del suo nome e mette ko qualche decennio di faticosa costruzione di pratiche politiche collettive nonviolente e antisessiste.
 

LUCA ZAIA: UN FAMILY DAY A SCUOLA PER 'DIFENDERE LA FAMIGLIA NATURALE'
Michele Sasso - l'Espresso 22/12/2014
 
Luca Zaia Tutto pronto per la fine della scuola. Oggi suonerà l’ultima campanella per migliaia di studenti prima della pausa natalizia. Negli istituti del Veneto sarà una giornata particolare. Quale momento migliore per celebrare la “Festa della famiglia naturale”? Tra una fetta di panettone e uno scambio di auguri, la giunta del leghista Luca Zaia ha pensato bene di promuovere un family day in chiave federalista.
 

LAICITA’ E FONDAMENTALISMO
Appunti di Monica Lanfranco. A Londra per discutere di laicità e fondamentalismo. La Secular conference a Londra: attiviste femministe dal mondo islamico contro il fondamentalismo, vera piaga mondiale

""Dal 10 al 13 ottobre sarò a Londra, per registrare tutto il possibile in audio, video e scrittura di un evento che si annuncia importantissimo e unico, nel panorama europeo, ma che non mi è nuovo, perché, anche se in misura meno fastosa, sono stata protagonista e organizzatrice in Italia per ben due volte, nel 2006 e poi nel 2011, di eventi su questo argomento. Parlo della Secular Conference http://www.secularconference.com , una due giorni di dibattito organizzata da una rete di associazioni che fanno capo alla visionaria e coraggiosa attivista di origine iraniana Maryam Namazie, una delle voci che per prima allertò Europa e occidente dell’insorgere della dittatura di stampo islamista che si stava rafforzando in Iran agli inizia del nuovo secolo, e che assieme ad altre attiviste femministe del mondo islamico ha messo in guardia dal salutare come progressiste le primavere arabe, cogliendone i lati oscuri che poi si sono materializzati con il radicamento dell’islamismo in molti paesi dell’area vicina al Mediterraneo.

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MANIFESTO PER LA LAICITA’
Manifesto per la laicità adottato l’11-12 ottobre 2014 in Londra (Regno Unito di Gran Bretagna) dalla Conferenza Internazionale sulla Destra Religiosa, la Laicità e i Diritti Civili

""La nostra epoca è caratterizzata dalla crescita della destra religiosa – non a causa di una "rinascita religiosa", ma piuttosto a causa del sorgere di movimenti politici e di stati di estrema destra che utilizzano la religione per la supremazia politica. Questa crescita è una conseguenza diretta del neo-conservatorismo e del neoliberismo e delle politiche sociali del comunitarismo e del relativismo culturale. Universalismo dei diritti, laicità e diritti civili sono stati abbandonati e la segregazione delle società e delle "comunità" su base etnica, religiosa e culturale è diventata la norma.
Lo Stato Islamico ( ISIS), il regime dell’Arabia Saudita, Hindutva (Rashtriya Swayamsevak Sangh) in India, la Destra cristiana negli Stati Uniti e in Europa, Bodu Bala Sena in Sri Lanka, Haredim in Israele, AQMI e MUJAO in Mali, Boko Haram in Nigeria, i Talebani in Afghanistan e Pakistan,  la Repubblica Islamica dell’Iran e il Fronte Islamico per la Salvezza (FIS) in Algeria sono esempi di tutto questo.
Per molti decenni i popoli del Medio Oriente, del Nord Africa, dell’Asia meridionale e della diaspora sono stati le prime vittime, ma anche la prima linea di resistenza contro la destra  religiosa (sotto la forma di Stati religiosi, di organizzazione o movimenti) e in difesa della laicità e dei diritti universali, spesso con grande rischio per la loro vita.
Invitiamo le persone in tutto il mondo a stare con noi per creare un fronte internazionale contro la destra religiosa e per la laicità. Chiediamo:

1. Completa separazione della religione dallo stato. La laicità è un diritto fondamentale.
2. La separazione della religione dalla sfera pubblica, compreso il sistema di istruzione, l’assistenza sanitaria e la ricerca scientifica.
3. Abolizione delle leggi religiose  nel diritto di famiglia, civile e penale. Fine della discriminazione e della persecuzione  contro le persone LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender), le minoranze religiose, le donne, i liberi pensatori, gli ex-musulmani, e altri.
4. Libertà di religione e di ateismo e libertà di criticare le religioni. La credenza è un fatto privato.
5. Parità tra donne e uomini e diritti civili per tutti.""

UNIVERSITÀ, NADIA URBINATI: "LO STATO DEVE LIMITARE IL POTERE DELLA RELIGIONE CATTOLICA NELLE SCUOLE"
Martina Fontana – ParmaToday 06/10/2014

La Professoressa della Columbia University di New York ha incontrato nel pomeriggio studenti e docenti dell'Università di Parma per parlare del tema della laicità nella scuola pubblica.

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ELOGIO DI UNA LAICITA’ POSSIBILE

Giorgio Fazio – MicroMega online

Nel suo ultimo libro, "Elogio della felicità possibile" (Donzelli), Orlando Franceschelli raccoglie la sfida di rispondere alla domanda circa cosa può significare, per un non credente, approdare ad una visione del mondo e dell’uomo adulta, ma senza Dio. Ne viene fuori un ateismo maturo, capace di concentrarsi sul versante propositivo e costruttivo della propria visione del mondo.


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L’IMPORTANZA DI UN’ETICA LAICA

Carlo Flamigni – L’Unità 16/06/2014

""Il primo commento alle motivazioni della sentenza della Corte Costituzionale che ci restituisce il diritto a ricevere gameti da un donatore o da una donatrice l’ho ricevuto al telefono da Marilisa D’Amico. Insegna Diritto Costituzionale all’Università di Milano e che è stata una delle maggiori protagoniste di tutta questa vicenda: «Bellissima sentenza, una delle più belle che siano state scritte», mi ha detto. «Evviva», ho pensato io. Il mattino dopo, sull’Avvenire, ho però letto che non era così, che c’era bisogno di una legge, che c’era un vuoto da colmare, cose del genere. Ne ho parlato a un mio amico romano che si occupa di diritto costituzionale e che mi ha risposto, un po’ distrattamente, che «nun ce vonno sta»; ho chiesto ulteriori lumi all’avvocato Massimo Clara, altro fondamentale protagonista della vicenda, dal quale non mi aspettavo battute di spirito e che in effetti mi ha ricordato che: a) la Procreazione medicalmente assitita (Pma) di tipo eterologo è immediatamente eseguibile, non appena la sentenza viene pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale e che questo non lo dice l’interprete, ma lo scrive la Consulta; b) sempre la Consulta scrive che: «è possibile un aggiornamento delle linee guida » (possibile, non necessario né tantomeno pregiudiziale all’esecuzione della Pma "eterologa") per problemi minori per i quali è conveniente un charimento; c) a proposito dell’identità dei donatori, la Corte ribadisce quanto indicato nella sua sentenza 278 del 2013, che tutela l’anonimato della madre che abbia deciso di non riconoscere il figlio, a condizione della «perdurante attualità della scelta compiuta» (testo Consulta) e che quindi non sussiste alcun obbligo di riconoscibilità dei donatori, né obbligo di intervento legislativo quale condizione per procedere. È proprio vero, «nun ce vonno sta».

Ho poi ricevuto dalla professoressa D’Amico un breve documento che riporta i punti salienti della sentenza, e in questo documento ho trovato un passaggio che ha bisogno di un commento specifico: «In relazione al diritto alla salute ed in linea con la sua giurisprudenza pregressa in materia, la Corte costituzionale ribadisce il principio secondo il quale la discrezionalità legislativa, qualora intervenga sul merito di scelte terapeutiche, non è assoluta, ossia «non può nascere da valutazioni di pura discrezionalità politica del legislatore, ma deve tenere conto anche degli indirizzi fondati sulla verifica dello stato delle conoscenze scientifiche e delle evidenze sperimentali acquisite, tramite istituzioni e organismi a ciò deputati». In tale ambito, pertanto, «la regola di fondo deve essere la autonomia e la responsabilità del medico, che, con il consenso del paziente, opera le necessarie scelte professionali. (…) Si tratta di tenere conto che la nozione di patologia, anche psichica, la sua incidenza sul diritto alla salute e l’esistenza di pratiche terapeutiche idonee a tutelarlo vanno accertate alla luce delle valutazioni riservate alla scienza medica, ferma la necessità di verificare che la relativa scelta non si ponga in contrasto con interessi di pari rango».
Tempo fa, a proposito di donazione di gameti, ho scritto su questo giornale che la sollecitazione più importante e più utile per lo sviluppo del bio-diritto in Europa è arrivata dalla Corte Europea dei diritti dell’uomo (Cedu: sentenza della Grande Chambre del 2011): in materia di Pma il diritto è in costante evoluzione – anche perché la ricerca scientifica in questo campo è in rapido sviluppo e altrettanto rapidamente si modifica il sentire comune – e ciò richiede una attenzione permanente da parte degli Stati contraenti.
Questa sentenza della Cedu propone un quesito di grande rilievo, che ci riguarda tutti, cattolici e laici: come si forma la regola morale? Se si risponde a questa domanda, si genera spontaneamente un secondo interrogativo, che riguarda questa volta la scienza, come deve essere considerata e come deve essere regolata, ammesso che esista tale necessità. E questo ci rinvia a una analisi del senso comune, al suo significato, ai suoi diritti e ai suoi limiti.
Il senso comune era presente nella nostra specie molto prima dell’inizio di quella che definiamo "civiltà". Già in epoche antichissime gli uomini sapevano riconoscere le sostanze con le quali si dovevano e si potevano nutrire; avevano imparato a coltivare la terra e ad accendere il fuoco; potevano comunicare tra loro e riuscivano a darsi una organizzazione sociale, che comportava, ad esempio, l’elezione di un capo; trasportavano oggetti pesanti su carri muniti di ruote. È dunque evidente che l’acquisizione di un grande numero di conoscenze non attese l’arrivo della scienza moderna né l’uso consapevole dei suoi metodi.
Per percorrere la via della conoscenza è dunque sufficiente il semplice uso del senso comune: il che ci costringe a ragionare su quale sia il contributo ulteriore della scienza.
Esiste una evidente continuità storica tra le convinzioni del senso comune e le conclusioni della scienza, tanto che alcuni studiosi hanno creduto di poter definire le scienze come «senso comune organizzato e classificato». È una definizione che non soddisfa perché esistono produzioni dell’intelligenza che sono certamente entrambe le cose ma non sono scientifiche. E perché non vi è alcun cenno ai limiti delle informazioni acquisite dal senso comune: ad esempio esse non sono quasi mai accompagnate da una spiegazione razionale (le ruote sono utili per muovere grandi pesi, ma il senso comune non ha mai preso in esame il problema delle forze di attrito) e in molti casi ne hanno trovato di irragionevoli e sbagliate (l’azione della digitale purpurea sul sistema cardio-circolatorio è stata per secoli attribuita al fatto che le sue foglie avevano forma di cuore).
Sappiamo invece per certo che la scienza viene generata dal desiderio di trovare spiegazioni che siano al contempo sistematiche e controllabili alla prova dei fatti e che quello che la distingue è proprio l’organizzazione e la classificazione delle conoscenze sulla base di principi esplicativi, tutte cose che implicano l’applicazione del cosiddetto metodo scientifico, per sua natura rigoroso e antidogmatico. Mi si potrebbe obiettare che anche la religione e la superstizione sono prolungamenti del senso comune, ma non credo che qualcuno ritenga ancora che la religione sia dotata di metodo e che la superstizione, metodo a parte, sia intelligente.
Queste definizioni mi dicono molto su come opera la scienza, ma non mi dicono in realtà cosa è la scienza. Ho dunque bisogno di un’altra definizione, eccola: la scienza è il maggiore degli investimenti sociali, un investimento in cui la società si impegna per migliorare la propria qualità di vita (e in particolare quella delle persone più fragili e sfortunate); si potrebbe aggiungere che avendo capito che la natura distribuisce la sofferenza disordinatamente e stupidamente, gli uomini si sono affidati alla loro ragione strumentale, la scienza, per mettere ordine e diminuire la sofferenza.
Si tratta adesso di stabilire le norme alle quali i ricercatori si debbono attenere e decidere chi deve stabilire queste norme.
La prima proposta è stata quella di affidare questo compito alla religione, o alle religioni, una scelta sulla quale mi dichiaro molto dubbioso: le morali religiose sono generalmente lente, ossificate, inadeguate a rispondere ai quesiti che sempre più spesso la ricerca scientifica propone. Si tratta di posizioni morali che non sono condivise da tutti, e che nei Paesi laici dovrebbero avere lo stesso peso di tutte le altre posizioni con le quali sono costrette a confrontarsi: la sentenza della Corte, in qualche modo, lo ribadisce.
Per ragionare in termini più concreti, si può immaginare che a considerare le scelte della ricerca scientifica e a limitare la libertà di ogni singolo operatore possa essere chiamata una generale disposizione della coscienza collettiva dell’uomo che definirò, per semplicità, «morale di senso comune»: sarebbe del resto impensabile che la scienza, prolungamento del senso comune, diverso da questo solo per essere dotato di rigore metodologico, dovesse affidarsi a una etica di differente origine. La «morale di senso comune», che si forma per molteplici influenze dentro ognuno di noi, ha sempre avuto un dialogo utile con la scienza e, pur essendo molto restia ad accettare le più elementari proposte di cambiamento, ha generalmente ceduto di fronte a quelle che vengono definite «le intuizioni delle conoscenze possibili» purché riesca a trovare, in esse, indicazioni precise sui vantaggi impliciti e garanzie nei confronti di rischi possibili. Per queste ragioni si è continuamente modificata nel tempo adattandosi al nuovo, con molta cautela e superando molte perplessità. Credo dunque che si possa dire che è così che si modifica nel tempo la dottrina ed è per queste ragioni che anche le morali religiose non possono restare immodificate col trascorrere dei secoli, ma debbono trovare il modo di adattarsi, anche se di malavoglia e malgrado le accuse di rappresentare in questo modo l’alito del demonio. Si tratta, dunque, di un’etica laica, alla quale spetterà il compito, in avvenire, di prendere importanti decisioni che riguarderanno non più tanto cosa dobbiamo fare, ma cosa vogliamo fare, decisioni che ci riguardano tutti, ma alle quali non siamo ancora preparati. È, naturalmente, un problema di democrazia: tutti i cittadini debbono conoscere le conseguenze possibili degli scenari immaginabili.""

IL DIRITTO DI ESSERE RELIGIOSI SENZA UN DIO
Ronald Dworkin – La Repubblica.it Archivio 30/05/2014

Come dovremmo interpretare il diritto alla libertà religiosa proclamato dalle costituzioni, dai documenti giuridici e dalle convenzioni? Le interpretazioni convenzionali presuppongono una teoria morale: assumono che le persone abbiano un diritto morale specifico alla libertà di scelta riguardo alla pratica religiosa e che l'interpretazione dei documenti giuridici debba ricalcare quel diritto morale specifico. Adesso abbiamo scoperto, però, che è molto difficile definire la portata di quel presunto diritto morale. La sua protezione non può ragionevolmente essere limitata alle religioni devote a un dio.

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TURCHIA: VIA I SIMBOLI DELLA REPUBBLICA
TORNANO I MONOGRAMMI DEI SULTANI
Marta Ottaviani – La Stampa 27/05/2014

Il governo islamico-moderato di Recep Tayyip Erdogan sta per approvare una legge che autorizza a modificare le facciate dei palazzi, sostituendo i simboli della laicità voluta da Atatürk con quelli dell’Impero ottomano.

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CHIESA CATTOLICA E SINDACO, SOTTO LA MOLE
Attilio Tempestini – Italia laica 26/05/2014

Nei giorni scorsi, a Torino, mentre il Vaticano era paese ospite nel Salone del libro, un articolo di "La stampa" dava notizia di un "incontro" che si sarebbe tenuto in Sala rossa (dove hanno luogo le sedute, del Consiglio comunale) per iniziativa dell'associazione Sant'Anselmo e dal titolo "Emergenza diritti umani: il sentimento religioso tra libertà, intolleranza e persecuzione".
Un esponente di questa associazione -leggiamo ancora, in tale articolo- "spiega che 'nel mondo occidentale la cultura della tolleranza e del rispetto è largamente diffusa ma non è così in altri paesi, dove il concetto di accoglienza nei confronti di altre fedi è tutt'altro che acquisito' ".
Mi pare difficile dargli torto. Nel senso che, indubbiamente, vi sono paesi ("occidentali" o no...) nei quali la libertà rispetto al campo religioso gode miglior salute, che in altri. Per esempio, in Italia è assai più tutelata che in Arabia Saudita. Ma altrettanto indubbiamente la "spiegazione", che ci viene dall'associazione San'Anselmo, mette con disinvoltura tra parentesi che la Chiesa cattolica questa "cultura della tolleranza e del rispetto" l'ha, per secoli, contrastata e che tuttora l'accetta, in qualche misura soltanto.


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LO STATO DI SALUTE DELLA LAICITÀ IN ITALIA: SEGNALI INQUIETANTI
Bagnasco e non solo: l’avanzata silenziosa dei fondamentalisti cattolici in Italia
Monica Lanfranco - www.womenews.net 28/03/2014

Dunque: a febbraio, (contro l’autodeterminazione femminile), le prime veglie in molte città, nel nome della vita,‘il feto è uno di noi’, è lo slogan che va per la maggiore. Si replica un mese dopo, con la recente benedizione del cardinal Bagnasco che censura gli opuscoli per l’educazione alle differenze contro omofobia, sessismo e bullismo nelle scuole.
Dal 29 marzo, in decine di città, le ‘Sentinelle in piedi’ esprimeranno in silenzio con un libro in mano la loro contrarietà alla (presunta) avanzata di un concetto di famiglia diverso da quello propugnato dalle gerarchie ecclesiastiche e per "riaffermare il diritto sempre e comunque di essere liberi di esprimersi".
Nella capitale, pochi giorni fa, si consuma lo scontro frontale della diocesi contro il progetto di due associazioni femministe per la formazione nelle scuole al rispetto tra i generi e il superamento della supremazia culturale della famiglia eterosessuale.
Il 12 aprile, a Milano, la prima manifestazione apertamente in stile ‘spagnolo’ contro la 194, una legge dello stato che ha messo fine alla piaga dell’aborto clandestino e alla mattanza di donne (per aborto si può morire, se non fatto nelle strutture adeguate), in stretta connessione con le frange più oltranziste del fondamentalismo cattolico italiano, (Militia Christi in prima fila) in piazza apertamente dopo qualche anno di sordina.
Cosa deve ancora succedere perché ci si preoccupi seriamente per lo stato di salute della laicità in Italia, per la tenuta dei diritti riproduttivi e sessuali, per il diritto ad una educazione civica nelle scuole pubbliche in grado di bloccare sul nascere la violenza contro le donne, (avete presente le varie campagne in stile ‘il femminicidio è un’invenzione delle femministe), il sessismo e l’omofobia?
A me sembra che la crescente presa di parola pubblica, assolutamente legittima in democrazia, delle frange più fondamentaliste del cattolicesimo nazionale, che nei primi mesi del 2014 stanno alzando i toni contro ogni discorso e pratica di apertura nella scuola e nella società di visioni inclusive e non assolutistiche della famiglia e delle relazioni umane e sessuali sia un segnale molto inquietante.
Quando una società non si accorge di ‘sentinelle’ e di ‘milizie’ che prendono terreno è ora di riconfigurare l’attenzione, e valutare bene i rischi che si possono correre a sottovalutare l’invasività del fondamentalismo nello spazio pubblico.
Qui non è in discussione la fede individuale, ma l’uso politico della religione e della fede. Occhio a lasciare che siano le minoranze aggressive oltranziste a ‘difendere’ la vita, la famiglia, la morale, la sessualità e le relazioni tra i generi. La Spagna, purtroppo, oggi ci insegna che alcuni diritti sono fragili, e mai conquistati del tutto.

IL PARLAMENTO EUROPEO DICE SÌ ALLA DIFESA DELLA LAICITÀ
agoravox.it – 07/03/2014

Il Parlamento europeo ha approvato lo scorso 27 febbraio una risoluzione che impegna l’Ue a difendere i diritti umani e in particolare a tutelare laicità, libertà di pensiero e di espressione, autodeterminazione sul fine-vita. Un passo importante, che premia l’impegno delle forze laiche volto ad arginare il pressing confessionale e mette la comunità europea di fronte alla necessità di porre fine alle discriminazioni, denunciando le carenze in tal senso.


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NUOVO CONCORDATO E VECCHIO CLERICALISMO
UAAR – 18/02/2014

Proprio trent’anni fa, il 18 febbraio 1984, l’allora presidente del consiglio Bettino Craxi e il cardinale Agostino Casaroli, segretario di stato vaticano, firmarono gli accordi di Villa Madama. Il nuovo Concordato, che aggiornava quello stipulato l’11 febbraio del 1929 con il regime fascista, non considerava più il cattolicesimo quale religione di Stato e rendeva opzionale l’ora di religione nelle scuole, introduceva però il meccanismo dell’otto per mille. E di fatto lasciava intatta l’enorme capacità di condizionamento che la Chiesa cattolica ha sulla politica italiana.


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PIÙ LAICI, PIÙ LIBERI: UNA MAPPA MONDIALE (SENZA L’ITALIA)
Cinzia Sciuto - Micromega online  13/02/2014

Sono ormai almeno un paio d’anni che in Italia i temi cosiddetti eticamente sensibili sono scomparsi dalla scena pubblica. Considerati troppo «divisivi», non si prestano alle più o meno larghe intese che governano il nostro paese dal novembre 2011, a sostegno prima del governo tecnico di Monti e oggi di quello iperpolitico Letta-Alfano. Lo scorso luglio Mariastella Gelmini, durante la discussione del disegno di legge contro l’omofobia (che alla fine è stato approvato alla Camera e attende attualmente di essere discusso in Senato), ha persino chiesto una «moratoria» sui temi etici per non disturbare il clima di pacificazione indispensabile all’operazione Letta-Napolitano. E mentre da noi si mette la sordina su temi evidentemente considerati di second’ordine, nel resto del mondo occidentale si discute di questioni che nel nostro paese suonerebbero semplicemente oscene, e che come tali vengono trattate, lasciandole letteralmente fuori dalla scena politica. Ecco una piccola selezione di esempi sull’avanzata della laicità – e con essa dei diritti civili – in Europa e oltreoceano.


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MENO BATTESIMI E MATRIMONI IN CHIESA IN VENT’ANNI L’ITALIA È DIVENTATA PIÙ LAICA
Marco Ansaldo – La Repubblica.it Archivio 11/02/2014

CITTÀ DEL VATICANO — I sacramenti? Stanchi riti di passaggio. Il battesimo, la prima comunione, la cresima, il matrimonio in chiesa. Tutti questi eventi religiosi, un tempo tappe fondamentali per ogni cattolico italiano, oggi «presentano una tendenza alla diminuzione ». E il modello tradizionale di famiglia? In drammatico calo. «C’è una crescente indifferenza al modello proposto dalla Chiesa cattolica. E si nota la sempre maggior diffusione di un modo alternativo di vivere il privato». L’approccio alla famiglia, insomma, sta radicalmente cambiando. Dopo i sorprendenti risultati emersi dal sondaggio pubblicato domenica su Repubblica, in cui la maggioranza dei fedeli nel mondo appare in disaccordo con la dottrina cattolica vigente, un nuovo rilevamento in Italia conferma la disaffezione dei credenti. Il progressivo incremento della secolarizzazione risulta in un nuovo studio di Critica liberale, il mensile di sinistra liberale diretto da Enzo Marzo, questa mattina presentato a Bologna.


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NEL NOME DI GIORDANO BRUNO, LAICITÀ E DIRITTI
Micromega online  11/02/2014

Anche quest’anno l’Associazione Nazionale del Libero Pensiero "Giordano Bruno" col patrocinio del Sindaco di Roma Ignazio Marino e dell’Istituto italiano per gli studi filosofici - Centro internazionale di studi bruniani Giovanni Aquilecchia, ricorderà il 17 febbraio pomeriggio a Roma in piazza Campo dei Fiori il grande filosofo di Nola con il convegno "Nel nome di Giordano Bruno, laicità e diritti".
Un convegno a cielo aperto, che dopo la cerimonia di deposizione delle corone d’alloro con la partecipazione della banda musicale di Roma Capitale e gli interventi istituzionali, vedrà susseguirsi le relazioni di Maria Mantello – Liberi dalla soggezione, Franco Ferrarotti – L’idea di scienza in Giordano Bruno e prospettive culturali, Gianni Ferrara – La Costituzione repubblicana e la rivoluzione dei diritti, Alessandro Cecchi Paone – Diritti umani, una questione di civile convivenza democratica.


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DALL'ABORTO AI PROFILATTICI, TUTTI I NO DEI CATTOLICI ALLA MORALE DELLA CHIESA
Marco Ansaldo – R.it Esteri 09/02/2014

I fedeli contro la dottrina ufficiale. La maggior parte dei cattolici di tutto il mondo non condivide le posizioni del Vaticano su temi decisivi per la famiglia. E non è una contraddizione.
Ad esempio in materia di divorzio, aborto, contraccettivi. Non solo. Ma la maggioranza dei credenti di Europa, America Latina e Stati Uniti è in totale disaccordo con le politiche che non ammettono il matrimonio dei preti o il sacerdozio per le donne.

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CRISTIANESIMO , LAICITÀ E NICHILISMO
Luciano Pellicano – Fondazione Nenni Blog 27/12/2013

Ha fatto molto rumore , in America come in Gran Bretagna, l’ultimo libro di Roger Scruton , "The Soul of the Wolrd". E si capisce facilmente perché. Scruton , più che un filosofo. è un crociato del Dio cristiano permanentemente in guerra contro i militanti ateisti che accusa di essere i principali responsabili della spaventosa malattia spirituale che sta devastando l’Europa occidentale : il nichilismo morale.

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"È FESTA ANCHE SENZA GESÙ": LA SFIDA DEI LAICI IN PIAZZA A NEW YORK
Massimo Vincenzi - La Repubblica 24/12/2013

Il vento gelido pieno di acqua e neve li inzuppa e scoraggia i meno temerari, ma una ventina di persone resiste a Times Square, nel cuore di New York, con gli occhi all’insù puntati verso i grandi tabelloni luminosi della pubblicità. Qualche minuto e come un segno soprannaturale appare la scritta: «Chi ha bisogno di Gesù nel Natale? Nessuno», urla e applausi. Lo spot è un’iniziativa di una delle maggiori associazioni di atei, guidata da David Silverman, che in questi giorni spopola nei talk show delle televisioni: «Ci sono milioni di non credenti nel Paese, dobbiamo difendere i nostri diritti» è il suo ritornello.
Il video è solo l’ultimo capitolo della battaglia che anima gli Stati Uniti da costa a costa: la chiamano The War on Christmas e nei due schieramenti si sfidano novelli Scrooge e ultraconservatori cristiani che respingono colpo su colpo i tentativi si laicizzare il loro rito. Uno dei paladini è l’opinionista della Fox Bill o’Reilly, che secondo un commento ironico della rivista The Atlantic, segue il conflitto con «dispacci che ricordano le diretta dal fronte iracheno». Al suo fianco arriva subito Sarah Palin che attinge al consueto vocabolario da crociata permanente: «Vogliono abortire Gesù dal Natale».
Ma in una nazione dove uno su cinque dichiara di non appartenere ad alcuna religione e se si scende sotto i trent’anni anni la percentuale passa al 33%, i non credenti non restano a guardare. A Sacramento un gruppo di "agnostici" si autofinanzia e tappezza le strade con una sessantina di manifesti che inneggiano ad una festa senza religione: «Molti di noi in questo periodo dell’anno si sentono soli, esclusi da una dittatura culturale. Non vogliamo combattere la Chiesa, ma aiutare questa gente ad uscire allo scoperto, a sentirsi parte di una comunità».
È l’orgoglio laico, che nei biglietti di auguri scrive "buone feste", che appende agli angoli delle strade cartelli a metà tra il rito pagano e l’ironia: "Buon Solstizio", la notte più lunga dell’anno che cade appunto tra il 22 e il 24 dicembre. Il New York Times racconta il fenomeno come una sorta di movida: «Non vogliamo essere tristi, non vogliamo sentirci emarginati. Come a tutti anche a noi piacciono le feste, soltanto le vogliamo celebrare a modo nostro», spiega Michael Dorian uno dei leader del movimento. E così ecco spettacoli, convegni, proiezioni di documentari, ma soprattutto feste nei bar di Manhattan con concerti dal vivo e karaoke: «Sì, ci vogliamo divertire. Alziamo la testa fieri delle nostre convinzioni », ripetono i partecipanti, un variegato spaccato sociale di laici, agnostici, atei, anti clericali.
Ma la religione è materia delicata da maneggiare e così la guerra sul Natale vive anche momenti meno scherzosi. A Chicago le opposte fazioni vengono alle mani davanti ad un mercatino affollato di famiglie ed è dovuta intervenire la polizia. In una piccola cittadina del New Jersey il comitato locale dei non credenti ha messo un taglia di duemila dollari per individuare i responsabili del rogo che ha bruciato il loro cartellone con la scritta: "Teniamo Saturno dentro i Saturnali" con riferimento alla festa pagana e in risposta allo slogan dei rivali: "Teniamo Cristo dentro il Natale".
In California un uomo, offeso dal grande presepe allestito nel suo paese ha denunciato il sindaco: «Offende la mia libertà». A Long Island, in una scuola, il coro della consueta recita di fine anno è stato epurato dai riferimenti religiosi facendo infuriare un papà per niente contento della novità. «Stiamo sconfinando nel ridicolo», scrive un blogger sull’Huffington Post. Tanto, alla fine, questa notte quando scende il buio e si accendono le luci dell’albero tutti gli Scrooge del mondo tornano bambini e aspettano fiduciosi lo Spirito del Natale, laico o cristiano che sia.

CREDENTI E NON CREDENTI UNITI PER UNO STATO LAICO
Le Consulte italiane per la laicità delle istituzioni e la natura “bipartisan” delle loro richieste
Tullio Monti – dall’archivio di NonCredo. La cultura della ragione, «volume bimestrale di cultura laica»

All’interno delle dieci Consulte per la laicità delle istituzioni esistenti in Italia coesistono e collaborano, per la libertà religiosa e i diritti civili, associazioni che si richiamano sia alla tradizione culturale dell’ateismo e della non credenza (dall’Unione degli atei e degli agnostici razionalisti all’Associazione nazionale del libero pensiero Giordano Bruno) sia ai filoni intellettuali di confessioni minoritarie o del dissenso cattolico. Anche la fondazione no-profit ReligionsFree Bancale, editrice di NonCredo e di NonCredoLibri, assertrice della non credenza e quantomeno dell’agnosticismo, si sente parte viva di questo coacervo etico-politico-culturale.
Nella Consulta torinese per la laicità delle istituzioni, la più grande fra quelle nazionali e la più antica in Italia, su oltre 75 gruppi aderenti, 10 si rifanno a matrici di pensiero religiose. Questo fatto costituisce la caratteristica essenziale delle Consulte nel panorama dell’associazionismo laico italiano, con la sua capacità di far coesistere e portare a sintesi politica unitaria le tante diversità e sfaccettature del mondo non credente. Nella Consulta torinese troviamo, infatti, unioni culturali diestrazione evangelico-protestante come quella valdese (il Centro evangelico di cultura Arturo Pascal), battista (il Centro evangelico di cultura Ludovico e Paolo Paschetto), avventista (Aidlr – Associazione internazionale difesa libertà religiosa), del mondo evangelico in genere (Associazione 31 Ottobre – per una scuola laica e pluralista promossa dagli evangelici italiani) e dell’ecumenismo cristiano con presenza cristiana (Ywca – Unione cristiana delle giovani). Vi sono anche associazioni cattoliche del dissenso o delle comunità cristiane di base (Viottoli di Pinerolo e Fede viva di Alpignano), ebraiche (il Gruppo di studi ebraici), buddiste (Stella del mattino – comunità buddista zen) e islamico-liberali (Associazione Iran libero e democratico).
Tutte queste associazioni, così diverse fra loro per riferimenti religiosi o antireligiosi/areligiosi, sono accomunate, tuttavia, sia nei principi ispiratori sia nelle battaglie politico-culturali quotidiane, oltre che da una comune concezione della laicità delle istituzioni, dal credere o non credere individuale o comunitario. Infattinelle Consulte intendiamo lo Stato laico come il contrario dello Stato etico e di quello confessionale, i quali assumono come propria una determinata morale (religiosa o filosofica) e ne privilegiano i fedeli rispetto ai seguaci di altre, i quali vengono per questo discriminati. Lo Stato laico di diritto, nel produrre le proprie leggi, deve preoccuparsi non di prescrivere comportamenti dettati da condotte di parte (come pretende quotidianamente la Chiesa cattolica), bensì di aprire nuovi spazi di libertà e opportunità di scelta per i singoli cittadini, portatori di etiche differenti, in virtù del principio dell’autodeterminazione e dell’autonomia individuale. Lo Stato non deve neppure puntare a realizzare un ethos pubblico condiviso (magari deciso dallo Stato stesso!) ma deve ambire alla capacità di far coesistere pacificamente differenti ethos, persino capaci di portare divisioni.
Per tutte le nostre associazioni, la laicità delle istituzioni si fonda su tre pilastri fondamentali: la separazione giuridica fra lo Stato e tutte le fedi; la più ampia eguale libertà per tutti, cittadini e confessioni religiose; la rigorosa neutralità degli enti statali. Alla luce di ciò, non deve stupire che gruppi così diversi per ispirazione ideale si ritrovino alleati nelle concrete battaglie di laicità, come quella sostenuta, tutti insieme, contro la presenza di simboli religiosi nei luoghi pubblici. Se lo Stato laico, a prescindere da questioni di fede, deve essere la casa comune dove tutti i cittadini si sentono uguali per diritti e doveri, con la certezza di essere trattati senza discriminazioni di sorta, allora le pareti degli edifici statali (scuole, tribunali, seggi elettorali, ospedali, carceri, caserme, uffici), così come i docenti della scuola pubblica, non possono “indossare” un simbolo religioso specifico, nemmeno della confessione maggioritaria, discriminando le opinioni di chi crede diversamente o di chi non crede. Per tutti i laici, con o senza fede, quei muri devono rimanere bianchi, consentendo a ciascuno di immaginarvi i segni della pacifica convivenza fra dissimili ed eguali.
Si tratta di concetti apparentemente semplici, che riguardano i fondamenti dello Stato di diritto, dello Stato costituzionale e dello Stato liberaldemocratico: in una parola, dello Stato laico. Un’idea, quella di laicità delle istituzioni, che soltanto nel nostro Paese, in tutto l’Occidente, a causa di una Chiesa cattolica ormai ridotta a puro centro di malaffare, finalizzato al potere politico ed economico e per colpa di un sistema servile nei confronti del clero, continua a rimanere una chimera.

VARESE, UN GENITORE PROTESTA E FA SALTARE LA BENEDIZIONE NATALIZIA A SCUOLA
Alessandro Madron – Il Fatto Scuola 11/12/2013

E' accaduto a Tradate. La lettera-diffida del papà in questione puntava sul fatto che tutto sarebbe avvenuto all'interno del normale orario scolastico. "La legge lo vieta" dice al fatto.it. Contro di lui polemica bipartisan

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"UN’IDEA DI LAICITÀ": INTERVISTA A SALVATORE VECA
UAAR – 05/12/2013


Salvatore Veca, filosofo e politologo, ha iniziato a ricoprire incarichi accademici negli anni Settanta. La sua riflessione e la sua vasta produzione si sono incentrate in un primo tempo sugli aspetti epistemologici delle teorie marxiste quindi sulla teoria normativa della politica di origine angloamericana, contribuendo alla diffusione del pensiero di John Rawls in Italia. È stato docente in diversi atenei, in particolare professore di filosofia politica all’Università di Firenze e dal 1994 all’Università di Pavia, dove è stato preside della facoltà di scienze politiche ed è direttore del Centro interdipartimentale di studi e ricerche in filosofia sociale. Attualmente è vicedirettore della Scuola Superiore IUSS, Istituto Universitario di Studi Superiori di Pavia. Il suo ultimo libro è Un’idea di laicità.

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IL SENSO DI UNA "FESTA DELLA LAICITÀ"
UAAR – 30/11/2013


Il 9 dicembre, in Francia, è una giornata speciale, quantomeno per i laici: si commemora infatti uno dei cardini della République, la legge del 1905 con cui venne approvata la storica legge di separazione tra Stato e Chiesa. La laïcité è uno dei cardini della comunità francese, una sorta di quarto valore dopo la libertà, l’eguaglianza e la fraternità di rivoluzionaria memoria. Tanto che tutti i partiti la fanno propria. L’inquilino dell’Eliseo, il socialista François Hollande, sta operando in maniera ancor più decisa a sostegno di uno stato laico, per esempio con un osservatorio ad hoc e la carta della laicità nelle scuole. ma anche l’Ump di Nicolas Sarkozy, e persino il Fn di Marine Le Pen, si dichiarano risolutamente laici, anche se spesso in funzione prettamente anti-islamica. Una realtà sovente incomprensibile per i vicini italiani: tanto che non mancano le sviste.


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BIRMANIA: DEMOCRAZIA E RELIGIONE
Attilio Tempestini – Italia Laica 27/11/2013

In Birmania, la lotta per passare da un dittatura militare alla democrazia ha trovato un ben noto simbolo, in Suu Kyi: ed ha portato negli ultimi anni a notevoli risultati, tant'è che la stessa Suu Kyi è stata eletta in parlamento. Negli stessi anni, peraltro, è sorto un conflitto che chiama in causa la religione: in quanto -cedo la parola al rapporto 2013, di Amnesty international- "varie comunità musulmane... sono state prese di mira" dalla comunità buddista. Vale la pena di ricordare, che la popolazione birmana è di fede musulmana per 4%, di fede buddista per 75%.


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IL VENTO DI FRANCESCO NON LAMBISCE IL CARDINALE
Michele Smargiassi – La Repubblica.it Archivio 22/11/2013

SE QUALCUNO sperava che il cosiddetto "vento di Francesco" avesse cominciato a spirare forte e stabile anche sulla città papalina delle due torri, forse dovrà tarare leggermente l' anemometro dopo aver letto le parole di ieri del suo rappresentante bolognese, l' arcivescovo Carlo Caffarra, sul suo argomento d' elezione, la morale familiare. In questo caso, sulle parole per dirla: matrimonio, paternità, maternità. Per il cardinale, parole che rischiano di «non dire più ciò che è, ma ciò che il potere ha deciso che dicano»,


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CESARE& DIO SE IL PAPA DÀ LEZIONE DI MORALE LAICA
Adriano Prosperi – La Repubblica.it Archivio 14/11/2013

Una volta i papi definivano dottrine e fissavano norme e orientamenti morali in documenti scritti accuratamente elaborati: bolle (in latino), costituzioni, lettere pastorali. Papa Francesco lo fa in conversazioni, telefonate, consigli personali, prediche. La predica della Messa è un genere letterario che il Concilio di Trento affidò al compito del buon parroco. Dunque è parlando come un buon parroco che papa Francesco, durante la Messa del giorno di San Martino, ha definito uno scandalo rubare allo Stato per dare alla Chiesa. Ma papa Francesco non è un parroco, è il vescovo di Roma, il capo della Chiesa cattolica e la sua opinione conta qualcosa nella vita e nel funzionamento di una grande religione mondiale che è anche parte fondamentale della storia e della società italiana. Questa opinione, poi, tocca un punto antico e nodale del rapporto tra l'essere cristiano e l'essere cittadino. Un punto dolente: che cosa accade quando il cattolico va a confessare le sue colpe?


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LA VIRTÙ REPUBBLICANA
Francesco Bilotta – Italia Laica 13/11/2013

L’ultima uscita della Collana "Idòla" di Laterza è il pamphlet di Paolo Flores d’Arcais  lt "La democrazia ha bisogno di Dio. Falso!" .
Con una prosa serrata l’Autore argomenta la sua tesi: «in democrazia, e finché resta democrazia, nessun Dio può intromettersi, metter bocca, metter logos». Ma senza Dio cosa c’è a sorreggere l’edificio democratico? Quello che l’Autore chiama l’ "ethos repubblicano", ossia un patrimonio minimo di valori in cui centrale è l’idea di eguale dignità di ciascun cittadino. Un ethos che – secondo l’Autore – non ha nessuna pretesa di universalità poiché il suo unico fondamento è una decisione. A voler esemplificare, la nostra "decisione" di rendere imprescindibile la tutela della libertà e della dignità della persona è iscritta nella Costituzione italiana ed è stata di recente rinnovata nella Carta dei diritti fondamentali dei cittadini europei.


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BIOETICA, BASTA CON IL SILENZIO
Articolo di Carlo Flamigni (Unità 10.11.13)

""Di bioetica nessuno parla più, come se la crisi togliesse valore alla sofferenza di tanti cittadini e allo scempio della loro dignità. Del tutto recentemente il presidentee del consiglio ha nominato il nuovo Comitato nazionale per la  bioetica, destinato a restare in carica per quattro anni, e ho avuto la netta percezione che nessuno se ne sia accorto, a parte forse i Comitati di bioetica degli altri Paesi europei che hanno, per il nostro Cnb, un rispetto probabilmente immeritato ma che personalmente non mi dispiace. Mi viene in mente che durante l’ultima guerra mondiale c’erano, in tutti i bar, cartelli che avvisavano che «qui non si parla di politica né di alta strategia». Ebbene, adesso c’è un nuovo manifesto invisibile, sulle nostre teste, che dice che qui non si parla di etica. Si è così creata una situazione che, per usare un understatement, è per lo meno peculiare: il nostro Comitato ci consente di partecipare a tutti i tavoli che in campo internazionale si occupano di etica, di diritti dell’uomo e di altri argomenti altrettanto fondamentali, consente al nostro primo ministro di non doversi vergognare quando questi temi sono all’ordine del giorno in Europa, e intanto lo stesso primo ministro sta togliendo al Comitato tutto il personale che collabora alla sua funzionalità, in modo da renderlo del tutto inefficiente. Una volta questo si chiamava masochismo, con l’involgarimento della cultura probabilmente oggi si dovrebbe parlare di coglioneria. Ma lasciatemi continuare.
Debbo dire che nessuno in questo Paese si è accorto che il nostro Cnb, pur non essendo certamente un esempio assoluto di laicità, è più laico oggi di quanto non lo sia mai stato in passato, tanto che in molti documenti si è dotato di uno stile descrittivo e non prescrittivo: ciò significa che sembra aver perduto la vecchia abitudine di usare la sua inevitabile maggioranza cattolica per stabilire naturalmente a colpi di maggioranza la scelta morale più adatta da suggerire al governo per preparare le sue leggi e si è adattato a un lavoro molto più onesto, laico e democratico che consiste nella corretta esposizione delle varie teorie esistenti per lasciare poi alla politica il compito di mediare, scegliere e decidere. Nessuno si è nemmeno accorto che su un certo numero di temi che avevano a che fare con la bioetica e che sono stati recentemente oggetto di dibattito nel Paese, il Cnb aveva scritto documenti che meritavano (almeno) di essere letti: cito a memoria quelli sull’obiezione di coscienza dei medici nei confronti delle interruzioni volontarie di gravidanza, sullo stato di salute dei carcerati, sui suicidi dei detenuti nelle nostre malfamate prigioni, sulla sperimentazione dei farmaci, sulla cosiddetta pillola del giorno dopo e così via.
Ma la politica ha fatto di peggio, e qui mi permetto di togliere un dolorosissimo sasso che mi è finito in una scarpa: oltre a disinteressarsi completamente di quello che il nostro povero Cnb ha fatto e scritto, quei pochi partiti che hanno ritenuto necessario destinare qualcuno a occuparsi del problema «bioetica» hanno scelto persone della più straordinaria, ineffabile incompetenza.
Tutto ciò solo per dire che dei problemi di bioetica, dei quali un tempo si parlava almeno di tanto in tanto, oggi nessuno parla proprio più, come se il fatto di attraversare una crisi economica epocale togliesse significato e valore alla sofferenza di tanti cittadini e allo scempio della loro dignità: non conta l’angoscia dei malati terminali che vorrebbero poter disporre della propria esistenza e non essere invece costretti a vivere (si fa per dire) in un tunnel di dolore, paura e disperazione; non conta l’ansia di tante giovani donne, messe incinta da un compagno imbecille, che non vogliono rovinarsi la vita con una gravidanza non desiderata; non conta l’umiliazione delle molte persone che stanno pagando il loro debito con la società e che sono costrette a farlo in un carcere ricavato direttamente da una porcilaia; non conta la rabbia di chi vorrebbe evitare di mettere al mondo figli portatori di gravi malattie genetiche ed è costretto ad andare all’estero. Vorrei anche che i compagni che leggono queste righe non pensassero che si tratta di temi di nicchia, che possono benissimo aspettare tempi migliori: una delle parole che vengono usate con maggior frequenza nelle discussioni tra bioeticisti è «dignità», il riferimento è naturalmente alla dignità dell’uomo, quella sorta di cenestesi dello spirito la cui importanza ci risulta chiara solo quando qualcuno cerca di ferirla e umiliarla: per capire quanto questa parola sia attuale pensate al lavoro, che è la nostra maggior sorgente di dignità personale, quella che ci fa guadagnare il rispetto degli altri. Provate a considerare in questo modo il problema del lavoro, forse sarete costretti a rivalutare i problemi dell’etica.
Spero che ci sarà spazio in avvenire proprio su questo giornale per riprendere la discussione su questi temi, per parlare di salute e di malattia, di modelli di medicina e di dignità; e mi piacerebbe che si aprisse su di essi una franca discussione tra di noi, non importa se laici o cattolici, con una sola regola: non possono esistere, in una democrazia, temi intoccabili perché protetti da un dogma, la democrazia esige razionalità e logica, non accetta motivazioni metafisiche e «perchè sì». Qui, su questo giornale, perché questo giornale è il giornale storico della sinistra, chi altri potrebbe farsi carico di questi problemi? Se interrogate la gente della mia generazione, vecchi (proprio vecchi) laici, democratici, quasicomunisti, materialisti storici, su quale tipo di morte vorrebbero incontrare, avrete due risposte prevalenti: alcuni vi diranno che vorrebbero morire, a 90 anni, uccisi da un marito geloso; gli altri che vorrebbero essere uccisi a rivoltellate, alla stessa età, da un fascista ubriaco mentre vendono l’Unità per strada.""

"LA VISIONE LAICA DEL MONDO": INTERVISTA A PAUL CLITEUR
UAAR – 10/11/2013

Paul Cliteur, olandese, insegna diritto all’Università di Leida, dopo aver insegnato filosofia a quella di Delft. Repubblicano convinto, è anche avvocato ed è attivamente impegnato in favore del secolarismo, tanto da essere stato presidente dell’associazione umanista olandese. È autore di numerosi saggi su temi quali i di­itti umani, la tolleranza, l’etica laica.


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ULTRA-CORPI
Francesco Bilotta - Italia laica 09/10/2013

È di lunedì scorso la notizia che a Gerusalemme le donne potranno pregare davanti al cosiddetto "Muro del Pianto" come gli uomini, ossia ad alta voce, con lo scialle, il copricapo e i filatteri.
È bene ricordare che nell’ebraismo tradizionale le donne hanno un ruolo di pura "osservazione" del culto. Quelle che si sono denominate "le donne del Muro" pregavano nel settore femminile a loro dedicato, ma il loro salmodiare disturbava la comunità ultraortodossa maschile responsabile della gestione del Muro. Erano talmente infastiditi da chiamare le forze dell’ordine. Ne è seguito un procedimento giudiziario e una sentenza della Corte suprema d’appello che qualche mese fa ha dichiarato illegale il fermo delle donne per "disturbo all’ordine pubblico" – una clausola generale che viene invocata in tutti gli ordinamenti quando non si sa bene come impedire l’archiviazione definitiva di una tradizione.


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STATI UNITI: UNA LAICITÀ INCOMPIUTA
Agoràvox.Italia -  di  UAAR - A ragion veduta   (sito)


Il rapporto tra gli Stati Uniti e i culti religiosi è sempre stato controverso. Dal punto di vista della Costituzione la separazione tra la sfera istituzionale e quella religiosa viene sancita dal primo emendamento che, oltre a garantire ai cittadini la libertà di stampa e quella di parola, proibisce esplicitamente al Congresso, oltre che agli organi legislativi dei vari stati, di emanare leggi per il riconoscimento di qualsiasi religione.
Ciò tuttavia non si traduce in una laicità veramente compiuta, gli USA sono e rimangono una nazione decisamente ancorata ad una visione teistica, al punto che si ritrovano riferimenti a Dio ovunque, dalle banconote ai giuramenti ufficiali. Del resto, la colonizzazione di quell’area è pur sempre partita con i religiosi della Mayflower.

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COSA SIGNIFICA LAICITÁ?
Lucidamente  10/08/2013

Rispetto della libertà individuale, valorizzazione del piacere, pienezza della vita, onestà intellettuale e senso di responsabilità (anche nell’uso del linguaggio) sono tra le peculiarità che distinguono i non credenti rispetto ai clericali


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LA LEGGE È UGUALE PER TUTTI O NO?
Paolo Bonetti – Italia Laica 07/08/2013

La giustizia umana è sempre incerta e relativa, varia a seconda dei tempi e dei luoghi, è soggetta a tutti gli errori che gli uomini inevitabilmente commettono; ma c’è un principio che sta a fondamento dello Stato di diritto, un principio senza il quale ogni sistema giuridico diventa arbitrario e dispotico, soggetto al capriccio di chi ha il potere e lo esercita per l’esclusiva difesa dei suoi interessi e di quelli della sua parte. Questo principio è scritto a chiare lettere in tutte le aule dei nostri tribunali e ci conforta tutte le volte che, per un qualsiasi motivo, abbiamo a che fare con il sistema giudiziario: la legge è uguale per tutti.


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LA LAICITÀ ANTI-ATEA DI FRANCESCO
UAAR – 31/07/2013

Il papa è tornato dalla  sua tournée in Brasile per la giornata mondiale della gioventù, occasione che i media hanno seguito in maniera spesso ossessiva e idolatrante. Ogni gesto di Francesco è stato esaltato, nel clima di papolatria imperante: mentre sale in aereo con il bagaglio a mano, nelle favelas, quando beve il mate offerto da un fedele. Tra i tanti gesti e dichiarazioni, ha accennato anche di laicità. E pure le parole del papa sono state dipinte come un’apertura rivoluzionaria, specie dai giornali "di sinistra", come già avvenuto con la visita a Lampedusa.


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QATAR E ISLAM ALLA CONQUISTA DELL’EUROPA: SOLO UNO STATO LAICO CI PUÒ SALVARE DALLA SOTTOMISSIONE

Carla Corsetti - Segretario nazionale di Democrazia Atea

Nel gennaio del 2012 Giovanni Sartori affrontava in un editoriale, le problematiche connesse alla cittadinanza regolamentata attraverso il criterio dello ius soli o dello ius sanguinis.
Sartori esprimeva una posizione contraria allo ius soli ritenendo, dal canto suo, che la concessione della cittadinanza non favoriva l’integrazione perché nei Paesi dove l’immigrazione era stata più forte, secondo la sua interpretazione, ciò non era accaduto.


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L’ATEO, IL CREDENTE, IL CHIERICO
Maria Mantello – Micromega 26/06/2013

A più di qualcuno sarà capitato di essersi imbattuto in quella figura di credente che quando dichiari il tuo ateismo ti perseguita con la sua compassionevole azione conversionista.
Cerca d’incontrarti, di trattenersi con te. Ogni scusa è buona per parlarti di Dio, del gruppo parrocchiale che frequenta, di quanto la fede sia appagante.
E se garbatamente cerchi di fargli capire che proprio la Religione non ti interessa e tanto meno di frequentare strutture clericali; che insomma sei un ateo felice che rispetta chi crede, ma vuole lo stesso rispetto, comincia a parlarti (tra un intercalare e l’altro di graziaddio) di miracoli e guarigioni inspiegabili.
Tu sei in fondo l’ "anomalia" per la sua identità.

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REPUBBLICA ITALIANA E LAICITÀ INCOMPIUTA
http://donchisciotteannozero.wordpress.com

La Francia è una repubblica laica, e per evitare fraintendimenti, lo afferma al primo articolo della sua Costituzione. Da noi apri la Carta, ti leggi i 139 articoli e non trovi una sola parola che definisca laica la repubblica Italiana. I raffinati esegeti affermano che la laicità potrebbe emergere dall’interpretazione della Costituzione nel suo complesso. Già potrebbe. Ma da un’attenta lettura emerge il contrario: gli articoli 7 ed 8 mostrano chiaramente la matrice cattolica  e la sua "superiorità" sugli altri credi (il 7 dice che i rapporti Stato-Chiesa cattolica sono regolati da patti con valore di legge costituzionale; l’8 invece afferma che i rapporti Stato -altre religioni sono regolati da intese che vanno e vengono senza neppure la dignità di legge normale).

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       LAICITÁ

Dall’Enciclopedia dei ragazzi (2006)   di Margherita Zizi

La neutralità dello Stato e delle sue istituzioni in materia di religione
Contrariamente a quello che spesso si crede, laicità non è sinonimo di ateismo. La laicità equivale a un rifiuto non della fede ma della pretesa di una religione di essere il metro di misura universale della società e del mondo. La neutralità dello Stato e delle sue istituzioni in fatto di religione, la separazione tra la sfera pubblica della politica e quella privata della religione sono i capisaldi del laicismo, e sono una garanzia di pluralismo e tolleranza

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MISERIA DEL LAICISMO E NOBILTÀ DELLA LAICITÀ

Cronache laiche – 05/06/2013

La dimostrazione di quanto sia insidioso e comico aggettivare e ridurre la laicità a principi ideologici precostituiti. La dimostrazione di quanto sia insidioso e comico aggettivare e ridurre la laicità a principi ideologici precostituiti.


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LA STRAGE DELLE DONNE E I NEGAZIONISTI DI BUONA VOLONTÀ
Adriano Sofri – La Repubblica.it Archivio 31/05/2013

C'È UNA vera ragione di allarme sulle donne uccise, o c'è un allarmismo colposo o doloso? Si è andata ampliando la reazione negatrice, fino a diventare una campagna. Lo scandalo sul femminicidio è montato lentamente e tardissimo. Ha da subito eccitato dissensi troppo aspri e ottusi per non essere rivelatori. C'è stato anche chi ammoniva che gli uomini uccisi sono più numerosi delle donne uccise: vero, salvo che il confronto va fatto fra le donne uccise da uomini e gli uomini uccisi da donne, e allora diventa irrisorio.


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IN TURCHIA NON SONO IN PERICOLO GLI ALBERI MA LA LAICITÀ DEL PAESE
Articolo 21  - 01/06/2013

L’abbattimento degli alberi e la scomparsa del Gezi Park, ultimo, forse, grande polmone verde della megalopoli, a favore della nascita di un enorme centro commerciale, poteva, di per sé già rappresentare motivo sufficiente per far scoppiare manifestazioni di protesta coinvolgendo non solo i gruppi attivisti ma anche ogni e qualsiasi abitante di Istanbul che possa proclamarsi amante del verde e della natura. Qualsiasi cittadino anche se qui, ha detto con le parole il suo più famoso esponente, Orhan Pamuk, "…tutti sono estranei e per questo tutti sono soli … Tutti qui vivono come stranieri a casa loro, semplicemente intuendo (senza perciò riuscire ad  appropriarsene) l’immenso patrimonio della città, la sconfinata e caotica eredità delle civiltà che vi si sono avvicendate. E’ da quando sono bambino che sento dire: Gli stranieri ci conoscono meglio di noi". ("omuz omuza", spalla contro spalla, ovvero "tutti uniti" stanno invece gridando in piazza oggi).
La questione che però ai più è sfuggita, complice la superficialità o la voluta mendacità della stampa istituzionale, è che per un parco non si mette a ferro e fuoco un paese.

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REALE E VERONESI. DIALOGO LAICO SULLA FINE DELLA VITA
Michela Marzano - la Repubblica 22/05/2013


Il confronto tra il filosofo credente e il medico ateo.
«Nessuno può decidere sulla vita di un uomo, e meno che mai può decidere lo Stato per legge. L'autodecisione, per quanto riguarda la vita, è irrinunciabile». Sono queste le conclusioni dell'ultimo saggio di Giovanni Reale e Umberto Veronesi, Responsabilità della vita, appena pubblicato da Bompiani. Un dialogo intenso e straordinario tra un credente e un non credente sui temi forse più complessi e controversi dell'esistenza, come il senso della morte, delle malattie e della sofferenza. Un dialogo tra uno dei massimi studiosi del pensiero filosofico antico e un medico conosciuto a livello mondiale per aver tra l'altro introdotto la chirurgia conservativa per il tumore della mammella. Un dialogo che incrocia la riflessione morale all'esperienza di tutti i giorni e che è capace di far emergere con forza alcuni tra i dilemmi etici più drammatici con cui ci si confronta in quanto esseri umani, senza mai irrigidirsi nella difesa ideologica di posizioni non conciliabili.


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TEMPI CUPI PER LA LIBERTÀ DI SCELTA
www.uaar.it 13/05/2013

La manifestazione degli antiabortisti che si è svolta ieri a Roma non può essere presa sottogamba. Non tanto perché è stato un successo di partecipazione (a vedere le immagini non sembra lo sia stato), quanto perché costituisce una pessima premessa politica per gli anni a venire. Viviamo infatti in tempi di larghe intese e l’abbiamo ormai capito a nostre spese: i compromessi al ribasso vedono quasi sempre come prima vittima la laicità.


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"MA PER NOI VALDESI IL PERDONO NON HA BISOGNO DI MEDIAZIONI"
La Repubblica – 13/0572013

Intervista a Paolo Ricca
«La sua autorità, la mia autorità come cristiano non è né maggiore né minore di quella del Papa: possiamo annunciare a un fratello o a una sorella che Dio lo ha perdonato dei suoi peccati, perché è questa la rivoluzionaria novità del Vangelo. Ma non possiamo dire: ego te absolvo…». Paolo Ricca, pastore valdese, docente, teologo, uno dei più importanti intellettuali evangelici italiani, riassume così il confine sottile che — da Lutero in poi, anche se il padre della Riforma avrebbe voluto conservare la confessione — separa i cattolici dai protestanti. Gli uni pronti a confessarsi e a "lavare" così ogni peccato, come lamenta Papa Francesco, gli altri dediti a parlare "direttamente" con Dio, in buona compagnia di credenti di altre fedi, come gli ebrei.

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NAPOLITANO E LA LAICITÀ MISTERIOSA
Carlo Augusto Viano – Critica liberale 06/05/2013

Nel discorso pronunciato ad Assisi il 5 ottobre 2012 Giorgio Napolitano ha offerto una sintesi della propria interpretazione della storia repubblicana italiana. L’Italia è uscita dal fascismo «in uno straordinario moto di avvicinamento tra ispirazioni ideali e politiche diverse e apparentemente inconciliabili, ma in effetti già incontratesi nel crogiuolo dell’antifascismo», un fenomeno grazie al quale «nessun muro tra posizioni dei credenti e dei non credenti sbarrò la strada alle forze politiche rappresentative delle une e delle altre».

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LA LAICITÀ COME BASE PER UN NUOVO PATTO REPUBBLICANO PER L’ITALIA
Andrea Verde –  www.italiachiamaitalia.it  06/05/2013

Riusciremo in Italia a farci portatori di una cultura comune che favorisca il dialogo e la comprensione? Riusciremo a fare in modo che la autorità siano molto vigili e ferme nel reprimere in maniera esemplare ogni forma di istigazione alla violenza, all’odio razziale o religioso? Riusciremo ad avere una morale condivisa e a dotarci di quel minimo di regole, di norme e di codici che siano alla base di una civile convivenza?

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LA LAICITÀ, UN BENE DA ESPORTARE?
www.uaar.it  – 03/05/2013

Se non nella pratica, quantomeno in teoria le costituzioni di quasi tutti gli stati dell’Unione Europea affermano la laicità come un principio fondamentale. Meritevole di esportazione? C’è chi lo pensa. Ma c’è anche chi pensa che la laicità all’europea sia troppo aggressiva. Ironicamente, chi lo pensa è a sua volta un fautore di principi fondamentali da esportare …


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ASSALTO ALLA COSTITUZIONE
Stefano Rodotà – La Repubblica.it Archivio 03/05/2013

COME,e da chi, sarà governato questo paese nella fase che siè appena aperta? La prima risposta è tutta politica e deve partire dalla constatazione che Berlusconi è il vincitore della partita sulle macerie del Pd. E, in quanto tale, non sarà solo il lord protettore di questo governo, ma il depositario di un potere di vita e di morte. La seconda riguarda il modo stesso in cui il governo si è costituito e si è presentato: un governo "per sottrazione", non tanto per l'esclusione di pezzi del vecchio personale politico (in realtà, una vera "rottamazione" riguardante il solo Pd), quanto piuttosto per il silenzio su una serie di questioni evidentemente ritenute "divisive" (l'orrenda parola che connota sinistramente il nuovo lessico politico). La terza risposta è istituzionale ed è affidata all'invenzione di una Convenzione che dovrebbe, nelle parole del presidente del Consiglio, farci uscire dalla Seconda e traghettarci nella Terza Repubblica. La quarta, ma in verità la prima,è quella sociale, che riassume le urgenze dell'economia e il dramma delle persone.


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LA LAICITÀ SAREBBE ISLAMOFOBA?
Pierre Galand - Tratto dalla ri "Espace de liés". – Italia Laica

Gli autori delle opere che cer di spie l’i si sfor spesso di fare ri al’i dei lumi o al’ap delle cià ara al pa scien e cul mon col ri di for una sorta di giu alla si pre nel mondo ara di oggi.
Nei nostri paesi si col di idee equi e con in questo campo. Ci si può recare, ancora oggi, in qual paese della sponda sud del Me ed essere ac con cor in per con un ele li cul un’in con sugli av di questo mondo, una vi del futuro, delle com uno spi cri… È quindi un pec che, at i media, le im e i fatti che ci sono tra si nu di un re sfa a questi popoli. È un danno non so
per le re e gli scambi che noi ab in a in tra le due sponde, ma anche per coloro che, con te com per far avan la de e lo svi in questi paesi.


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LA MADONNA VISITA LA PREFETTURA DI RAGUSA: UNA LETTERA APERTA UAAR
UAAR – 01/05/2013

Se proprio si volesse trovare qualcosa in comune tra una generica Prefettura e la Madonna evangelica sarebbe il fatto che si tratta in entrambi i casi di figure rappresentative, ma pertinenti a due ambiti completamente diversi. La prima rappresenta il governo della Repubblica nel territorio provinciale, quindi una diretta emanazione dello Stato, mentre la seconda è un’istituzione religiosa, e più precisamente cristiana. Uno Stato laico, come dovrebbe essere quello italiano, non può mai sponsorizzare la cultura (pre)dominante. Purtroppo la laicità "spaghetti style" è un’altra cosa e le iniziative come quella alla base della seguente lettera inviata al Prefetto di Ragusa sono all’ordine del giorno.

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UMANESIMO POCO UMANO
Antonio Gnoli – La Repubblica.it Archivio 29/04/2013

Uomini che odiano la donna, che la insultano, la sfregiano, la molestano. Ecco un sentimento attraversare la storia d' Occidente e giungere fino a noi, nelle forme che le cronache costantemente riportano. Perfino in un periodo di splendore culturale come fu l' umanesimo troviamo i tratti di questa profonda misoginia. Machiavelli, nel capitolo che precede quello finale del Principe ce ne offre en passant un piccolo assaggio. Ma c' è un testo di Leon Battista Alberti, uno dei grandi geni del Rinascimento, che distilla l' essenza del più feroce antifemminismo. Uxoria e Maritus ( Sulle Mogli e i Mariti, che Pendragon ha ora pubblicato) esibisce il primato del maschio ricorrendo sia alla retorica della denigrazione femminile - le donne sono lascive, incostanti, importune, superbe, fastidiose, rissose, testarde - sia sanzionando, nella passione amorosa, il desiderio femminile. Pagine di rara ferocia, disseminate da luoghi comuni, o che tali diventeranno, che riducono la donnaa ostaggio della diversità. Lunga storia, si dirà, di terrificante povertà intellettuale e di gesti criminosi che albergano anche nelle civiltà più raffinate in cui lo sforzo creativo premia e riconosce solo la parte maschile: umano, poco umano.

A "SCOLA" DI LAICITÀ
Elio Rindone – Italia laica 28/04/2013

Nel tradizionale, solenne Discorso alla città del 6 dicembre, vigilia della ricorrenza dell’ordinazione di Sant’Ambrogio, il cardinale Scola poteva lasciarsi sfuggire l’occasione di prendere spunto dall’approssimarsi del XVII centenario dell’editto di Milano per citare le parole di un noto studioso («L’Editto di Milano del 313 ha un significato epocale perché segna l’initium libertatis dell’uomo moderno»1) e aggiungere che con quell’editto "emergono per la prima volta nella storia le due dimensioni che oggi chiamiamo libertà religiosa e laicità dello Stato"?

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LAICITÀ UNA FISSAZIONE TUTTA FRANCESE
Fabiana Settanni -   www.west.it   30/04/2013

Il 91% dei francesi è favorevole all’introduzione di corsi di morale laica nelle scuole. È questa l’iniziativa del Ministro dell’Istruzione François Petillon, il cui intento è di insegnare ai connazionali "a sviluppare lo spirito di solidarietà", così come a "rispettare le diversità culturali e religiose" di ciascuno. A fronte di una recrudescenza dello spirito di appartenenza religiosa, che mal si concilia con i valori laici della République, la Francia ha deciso di correre al riparo e per farlo non ha esitato a fare un salto indietro di 2 secoli, andando a ripescare le Leggi Ferry del 1881 che introducendo l’insegnamento della laicità nelle scuole decretavano la fine del sistema educativo di appannaggio cattolico.

GOVERNO LETTA, LA LAICITÀ ASPETTA
UAAR – 28/04/2013


Abbiamo un nuovo governo, che posa su basi assai fragili e che non è quello che gli italiani si attendevano dopo l’esito elettorale, da cui era emersa una grande richiesta di cambiamento. E’ presieduto da Enrico Letta: un cattolico democratico ex democratico cristiano, un uomo che ritiene che Assisi sia la seconda capitale d’Italia. Vanta la presenza di ben due ciellini in posti chiave per l’assegnazione di appalti, di numerosi altri cattolici (democratici e meno), e di un’autorevole donna al ministero degli esteri che potrebbe tenere "bonini" diversi laici. Per quanto ci riguarda, lo valuteremo negli atti concreti. Senza dimenticare che l’esistenza di un governo consente al parlamento di operare. E questo parlamento è meno clericale dei precedenti. E’ un’occasione che va colta per approvare quelle leggi (in primis il riconoscimento delle unioni civili e del testamento biologico) che, stando almeno alle parole spese in campagna elettorale, godono il sostegno della maggioranza dei parlamentari. Leggi che rappresentano il "minimo sindacale" di un paese che si vuole democratico, laico, civile e moderno. Sta anche a noi (noi Uaar, noi cittadini laici) impegnarci perché divengano realtà.

FRANCIA, L'ORA DI LAICITÀ ENTRA NELLA SCUOLA PUBBLICA
Cronache laiche – 27/04/2013

Il progetto di legge è stato presentato dal ministro dell'Istruzione. L'ora di Educazione morale e civica sarà introdotta nel 2015.

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VIDEO DELL’INTERVENTO DI RODOTA’ A REGGIO EMILIA
Critica Liberale 26/04/2013

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GRILLO E IL MITO DEL VOLO DI ULISSE
Barbara Spinelli – La Repubblico 24/04/2013

GLI ULTIMI movimenti di Grillo, dopo la rielezione di Napolitano, sono non solo prudenti ma inquieti: quasi contratti. Non ha afferrato l'occasione offerta dalla collera di migliaia di cittadini, che avevano sperato in Stefano Rodotà: dunque in una democrazia rifondata, che chiudesse il ventennio berlusconiano. Ha evitato euforiche piazze. Non è un comportarsi populista.


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UNIVERSITÀ BIGOTTI CONTRO LIBERAL NEI CAMPUS AMERICANI È BATTAGLIA SUI CONDOM
Massimo Vincenzi – La Repubblica.it Archivio 15/04/2013

NEW YORK Nella bacheca del Boston college, tutto stropicciato, è appeso il foglio con le raccomandazioni agli studenti, ai quali si consiglia «di tenere una condotta all' insegna del rispetto della persona e conforme agli insegnamenti della fede cattolica». Nelle pagine online delle associazioni universitarie più conservatrici appaiono riferimenti espliciti all' astinenza come «valore irrinunciabile».

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FRANCIA, CONTRO L'INTEGRALISMO ARRIVA L'OSSERVATORIO SULLA LAICITÀ
Cronache laiche – 12/04/2013

Nasce oltralpe una struttura che vigila sul rapporto tra Stato e Chiesa. Raggruppa chi auspica una netta separazione accanto a politici dalla visione più "morbida".

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MENO BATTESIMI, PIÙ DIVORZI CRESCE LO SPREAD DELLA LAICITÀ
Michele Smargiassi – La Repubblica.it Archivio 23/03/2013

GLI Italiani seguono sempre meno la Chiesa. La Chiesa insegue sempre più gli italiani. In vent' anni, la distanza fra i comportamenti di massa e gli insegnamenti delle gerarchie si è allargata come un baratro. C' è un indice che ne misura lo spread, una sorta di Dow Jones del sentimento religioso, fondendo indicatori diversi: pratiche e riti, matrimoni e divorzi, vocazioni e donazioni. SI CHIAMA Indice di secolarizzazione e lo calcola ogni anno, da otto anni, un rapporto elaborato dall' Osservatorio Laico, sostenuto dalla Fondazione Critica Liberale assieme alla Cgil Nuovi Diritti.

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Il Vaticano nelle urne italiane
Carlo Flamigni – Stefano Rodotà; Il Manifesto 22/02/2013

Siamo in una situazione pre-elettorale - assurda - in cui i temi laici sono completamente assenti dall'agenda politica, pur essendo invece un tema caldo in tutta Europa e nel mondo intero. Negli ultimi decenni le pretese fondamentaliste della Chiesa hanno influenzato profondamente il sistema politico italiano, andando a compromettere il principio di sovranità e indipendenza dello Stato già sancito dalla Costituzione. Sono state date alla luce leggi che hanno fortemente penalizzato le esigenze di ciascun cittadino, limitandone soprattutto la libera scelta.


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Laicità, questa sconosciuta (in parlamento)
Ignazio Marino – L’Espresso blog 31/01/2013

Gli italiani bocciano l’integralisimo etico e dicono ‘no’ a chi non rispetta il principio di laicità dello Stato. A dircelo sono i dati del rapporto Eurispes sul posizionamento degli italiani sui temi etici. Viene finalmente alla luce che su temi come testamento biologico, unioni civili e fecondazione assistita l’Italia è molto più avanti del suo parlamento.
Spero che con questi dati i parlamentari si rendano conto che rifiutando il riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali, rendendo impossibile l’approvazione di una legge equilibrata sul testamento biologico, scrivendo un provvedimento sulla procreazione assistita senza criterio hanno rincorso un sentimento popolare che non esiste.
C’è una forte esigenza di ascolto. Non si può restare sordi di fronte a a quasi 8 italiani su 10 che si dichiarano a favore della regolamentazione delle coppie di fatto, anche omosessuali,  che chiedono il testamento biologico e vogliono che venga riscritta la legge 40.
Per questo è necessario riscrivere la legge 40, che è antiscientifica e crea forti diseguaglianze perché non tiene conto del calvario di tante famiglie che desiderano avere un figlio. Bisogna tornare sul testamento biologico, per dare agli italiani una legge seria che garantisca la libertà di scelta delle cure. Insomma, non basta parlare di austerità , servono riforme che modernizzino la società e migliorino la vita delle persone, a cominciare dai diritti civili.

La guerra alla laicità dei "centristi"
Maria Mantello – MicroMega 23/01/2013

La laicità è supremo principio costituzionale e ogni rappresentante delle Istituzioni deve farla valere, soprattutto quando si è in presenza di una chiesa curiale che spudoratamente va all’assalto della cosa pubblica.

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Giustizia, libertà e laicità: la lezione di Ernesto Nathan
Maria Mantelli – MicroMega 22/01/2013

Ernesto Nathan costituisce un esempio straordinario nel panorama politico italiano per il suo rigore morale, improntato ad una profonda concezione laica dello Stato.
Negli anni in cui è stato Sindaco di Roma (dal 1907 al 1913), ha posto a fulcro del suo programma politico l’emancipazione dell’individuo e della società, scontrandosi con i centri affaristici di potere e realizzando una rivoluzione progressista: dalla scuola alla sanità, dall’edilizia alla municipalizzazione delle fonti energetiche, dal trasporto pubblico ai beni culturali. E tanto altro ancora.

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Corrado Guzzanti ne esce vincitore insieme alla laicità: ritirata la denuncia contro Recital

Paolo Perini – Il Bolognino 20/01/2013

Vittoria della laicità sull'ottusità. Vittoria della libertà e della rete, su una delle tante associazioni cattoliche, sempre più lontane dalla realtà. La petizione per Corrado Guzzanti lanciata sul sito lt Change.org ha raccolto oltre 54mila firme. Questo risultato inaspettato ha convinto l’Associazione dei telespettatori cattolici (Aiart) a ritirato la denuncia che aveva fatto nei confronti di La7 per "vilipendio della religione" dopo che l’emittente aveva mandato in onda il 4 gennaio scorso "Recital", spettacolo di e con Corrado Guzzanti,in cui lo stesso interpretava la aprte di uno dei suoi personaggi, nel particolare Padre Pizzarro.

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COMUNICATO STAMPA COMUNICATO STAMPA COMUNICATO STAMPA
QUELLE LAICHE:    DOMANDE DI LIBERTA’
"18 quesiti per i candidati locali alle elezioni politiche su diritti civili, laicità, costi della Chiesa. I politici sono avvisati: esiste il voto LAICO"


Oltre a quello economico c’è un altro "spread" che separa l’Italia dal resto dell’Europa. Riguarda i diritti civili, il rispetto della laicità dello Stato e del pluralismo di pensiero e religioso, la libertà di scelta dei cittadini. Su moltissime questioni (dalla fecondazione assistita, ai diritti lgbt, al fine vita, alle politiche in materia di droghe) il nostro Paese subisce l’influsso di posizioni oscurantiste e paga il prezzo di una storica subalternità della politica alle ingerenze vaticane.

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La laicità ai tempi di Monti: chi l’ha vista?
Articolo di Michele Martelli – MicroMega 19/01/2013

Si accende la campagna elettorale, si discute di tutto, o quasi, eccetto che della "laicità", la grande assente.


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IL TESTIMONIAL ECCELLENTE
Articolo di Nadia Urbinati – La Repubblica 18/01/2013

Nella società del pubblico chi gode di fama può svolgere un ruolo rappresentativo di milioni di persone. Senza essere stati scelti o votati, è proprio l' essere sotto i riflettori del mondo che rende quel che le celebrità sono e dicono rappresentativo. Questa funzione di rappresentanza simbolica è stata perfettamente svolta da Jodie Foster che ha usato il palcoscenico più globale e popolare - la cerimonia di assegnazione del Golden Globe - per fare un' opera di testimonianza che ha un valore immenso per la vita ordinaria di molti uomini e donne, in tutti i paesi del mondo. Premiata per il film Modern Family, di cui è attrice, regista e produttrice, Jodie Foster ha pronunciato un discorso di ringraziamento personale che ha lasciato senza parole (e commossi) tutti i presenti.


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DA DONNA A DONNA
Articolo di Francesca Caferri – La Repubblica 17/01/2013

Ci sono le rose e le spine. C' è il coraggio di mettersi a nudo. C' è la Storia, quella dell' Italia degli ultimi cinquant' anni. Ci sono i ricordi amari e quelli allegri. Ci sono l' etica, la fede, e la ricerca della spiritualità attraverso sentieri non scontati. Ci sono la leggerezza e la voglia di combattere per un futuro migliore: in nome delle generazioni presenti e di quelle che verranno.

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Chi ha dimenticato l'Europa dei diritti
Articolo di Barbara Spinelli – La Repubblica 16/01/2013

DA LONTANO Castello che era, affidato a guardiani poco visibili, l'Europa è divenuta in questi anni presenza più che mai tangibile. Epiù del previsto soverchiante. È entrata nel linguaggio di ciascuno, insediandosi imperiosa nelle nostre menti: sotto forma di incubo purtroppo, anziché di speranza. Chissà, forse il Nobel leè stato attribuito proprio per questo: perché davvero è nostra patria, anche se fatta nascere col forcipe, forza che coarta senza sostenere.

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Melato, no all’orazione della Bonino in chiesa
Articolo di Silvia Fumarola e Orazio La Rocca – La Repubblica 14/01/2013

""   …     Renzo Arbore: "A Emma Bonino non è stato permesso di ricordare Mariangela Melato durante il funerale, ha dovuto parlare fuori dalla chiesa degli artisti, in piazza. Don Walter Insero, che celebrava la funzione, mi ha detto che secondo nuove disposizioni della Chiesa non era possibile tenere il discorso all’interno. Una norma che non conoscevo. Ai funerali gli amici hanno sempre parlato   …      ""

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Il diritto laico
Articolo di Stefano Rodotà - La Repubblica 12/01/2013

“” … questa sentenza interroga direttamente la politica: in un momento in cui si moltiplicano “le agende”, dunque le indicazioni che dovrebbero guidare negli anni prossimi l’azione delle forze politiche scopriamo quasi ogni giorno un fondo di omofobia, al quale si accompagna il tentatibo di confinare le questioni riguardanti le scelte sessuali in un’area preclusa a qualsiasi intervento del legislatore, perchè saremmo di fronte a “valori non negoziabili” … “”

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"difesa strenua della laicità e dei diritti"

L’Amaca di Michele Serra – La Repubblica 10/01/2013

""Barbara Spinelli (Repubblica di ieri) invita il Pd e Sel a spiegare meglio che cosa distingue la sinistra da Monti, in specie sul terreno della "difesa strenua della laicità e dei diritti". È un ottimo suggerimento, anche perché la strada, su quel terreno, è così sgombra di traffico che è quasi impossibile non farsi notare. Delle due destre in campo (Berlusconi e Monti) la prima si è abbondantemente coperta di ridicolo abbinando scelte pubbliche filo-clericali a comportamenti privati da bordello, nel solco dell’ipocrisia familista italiana. Quanto alla seconda, quella di Monti, non vale nemmeno la pena scomodare l’influenza vaticana: al di fuori del furore economico, e della quasi maniacale devozione ai conti, non sembra esserci argomento in grado di ispirare il suo leader, men che meno questioni intricate e palpitanti come la laicità e i diritti. Levati i radicali, che almeno in questo campo hanno da sempre militato, la politica italiana è, quanto all’affermazione dei diritti civili (degli immigrati e dei loro figli nati qui, degli omosessuali, dei carcerati, insomma dei cittadini in quanto tali e non in quanto affiliati a una indimostrabile "normalità"), quasi un deserto. Piantarci in mezzo un albero, e annaffiarlo, non rischia di passare inosservato. Coraggio, dunque.""

L’alleanza liberisti-cattolici

Articolo di Nadia Urbinati – La Repubblica 10/01/2013

""     …            Benché quindi ci possano essere diverse declinazioni di cristianesimo cattolico, una di queste può essere quella liberista. Il catto-liberismo (un termine non bello, ma efficace) tiene insieme il progetto di un dimagrimento dello stato sociale (a cui corrisponde una crescita delle funzioni dell’associazionismo cattolico, magari con l’incentivo pubblico) e la morale della misericordia per i poveri, i quali, dove la mano dello Stato non arriva, devono sapere di poter contare sulla carità cristiana. L’orgogliosa politica dei diritti sociali che si proponeva di emancipare i poveri facendone cittadini sembra non soddisfare né liberisti né cattolici, che così si trovano quasi naturalpossa mente alleati, uniti dalla politica della sussidiarietà che rilancia (magari con l’aiuto del pubblico) la società civile.""

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Ma quali sono i nuovi diritti civili?
Marco Cappato – europaquoridiano.it 10/01/2013

«Si può avere un’agenda politica che ricacci sullo sfondo, o ignori del tutto, i diritti civili?», chiede Stefano Rodotà dalle colonne di Repubblica, riferendosi all’agenda Monti. Una prima risposta è che sì, si può: è quello che hanno fatto i partiti per 65 anni, quando non costretti dai referendum radicali o da lotte come quelle di Coscioni e Welby. Un diverso modo di dare la stessa risposta è che sì, si può: perché i programmi elettorali dei partiti italiani non hanno mai contato nulla, non sono mai stati rispettati, e anche quando i diritti civili sono stati inseriti poi non si è mosso un dito per ottenerli.

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Innanzitutto i diritti civili
Chiara Saraceno – La Repubblica 07/01/2013

I diritti civili sono «importantissimi», «anche più delle riforme economiche e sociali», ha affermato Mario Monti in un' intervista a Sky ieri mattina. Salvo aggiungere subito dopo che «non sono urgenti». Un suo eventuale governo non li avrebbe come temi prioritari nella sua agenda, lasciandoli all' iniziativa del Parlamento. Stava rispondendo a una domanda specifica sulla questione del riconoscimento delle coppie omosessuali, ma la risposta vale per l' intero arco dei diritti di cui si discute da anni: fine vita e testamento biologico, riproduzione assistita e divorzio breve…..

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Le buone notizie Amnesty sui diritti umani nel mondo
La Repubblica – 04/01/2013

Dall'Ecuador all'Italia, dalla Guatemala all'Egitto fino al Messico, l'Iran e tanti altri paesi, numerose sono state le buone notizie sui diritti umani nel 2012. Eccole, dunque, in un elenco sintetico…

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Valori etici, diritti civili e povertà
Europa – 04/01/2013

Federico Orlando risponde ai lettori: ""     …    l’eutanasia non derivava dalla miseria, ma dalla naturalezza con cui si lasciava alla vita e alla morte di fare il loro corso, sotto lo stesso tetto che accoglieva generazioni diverse (spesso, anche nello stresso letto). La legge che abolì il reato d’aborto clandestino , che aveva fatto la fortuna di intere generazioni di medici (i "cucchiai d’oro"), di mammane, di levatrici, di fattucchiere ha offerto ai preti un argomento ai loro discorsi. Fin lì avevano infatti preferito che le cose si facessero e si nascondessero, bastava non parlarne   …    ""

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Il grande deserto dei diritti
Stefano Rodotà – La repubblica – 03/01/2013

Si può avere una agenda politica che ricacci sullo sfondo, o ignori del tutto, i diritti fondamentali? Dare una risposta a questa domanda richiede memoria del passato e considerazione dei programmi per il futuro. Ma bilanci e previsioni, in questo momento, mostrano un’Italia che ha perduto il filo dei diritti e, qui come altrove, è caduta prigioniera di una profonda regressione culturale e politica. Le conferme di una valutazione così pessimistica possono essere cercate nel disastro della cosiddetta Seconda Repubblica e nelle ambiguità dell’Agenda per eccellenza, quella che porta il nome di Mario Monti. Solo uno sguardo realistico può consentire una riflessione che prepari una nuova stagione dei diritti.
Vent’anni di Seconda Repubblica assomigliano a un vero deserto dei diritti (eccezion fatta per la legge sulla privacy, peraltro pesantemente maltrattata negli ultimi anni, e alla recentissima legge sui diritti dei figli nati fuori del matrimonio). Abbiamo assistito ad una serie di attentati alle libertà, testimoniati da leggi sciagurate come quelle sulla procreazione assistita, sull’immigrazione, sul proibizionismo in materia di droghe, e dal rifiuto di innovazioni modeste in materia di diritto di famiglia, di contrasto all’omofobia. La tutela dei diritti si è spostata fuori del campo della politica, ha trovato i suoi protagonisti nelle corti italiane e internazionali, che hanno smantellato le parti più odiose di quelle leggi grazie al riferimento alla Costituzione, che ha così confermato la sua vitalità, e a norme europee di cui troppo spesso si sottovaluta l’importanza.     …   ""

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Diritti e libertà – le questioni fuori agenda
Vladimiro Zagrebelky - La Stampa – 03/01/2013

In Italia e anche altrove in Europa, i temi di cui discutiamo sono capaci di dividere la società. La divisione passa attraverso le soluzioni alle singole questioni, ma prima di tutto si radica nelle opposte posizioni di chi pretende di imporre agli altri le proprie opzioni etiche e di chi invece difende e vive le proprie, rispettando e lasciano vivere quelle altrui. Il richiamo alla laicità dello Stato, che si legge in tutti i documenti, è privo di senso se non viene adattata la seconda, "non negoziabile" anche a costo di affrotare l’acccusa di "relativismo"    …   ""

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