ICI e Chiesa Cattolica - Iniziativa Laica Ingauna

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ICI e Chiesa Cattolica

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Il governo vara la manovra fiscale
"Ici alla Chiesa e meno tasse per tutti"

Riunione a palazzo Chigi. La norma scioglie il nodo della procedura di infrazione dell'unione europea contro l'italia per il trattamento fiscale di favore sulle proprietà ecclesiastiche. Non ci sarà nessuna sanatoria

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SAN PIETRO FERMA L' ICI
24 febbraio 2012 — La Repubblica - Curzio Maltese

LE RIFORME in Italia si fermano sempre sulla soglia di San Pietro. Per chi vuole cambiare un Paese immutabile, arriva sempre il momento in cui la Chiesa suona la campanella di fine ricreazione. Stavolta è arrivato presto. La fulminea sparizione dell' Ici (o Imu) sui beni ecclesiastici dal decreto del governo è un brutto segnale per quanti speravano nel riformismo di Monti.

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Comunicato ufficiale del Governo Italiano alla Commissione Europea su:
Esenzione imposta comunale immobili enti non commerciali

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Dal sito www.torinolaica.it
LETTERA AL PRESIDENTE NAPOLITANO
Al Presidente delle Repubblica Italiana, onorevole Giorgio Napolitano.
IL GOVERNO MONTI E LA LAICITA’ DELLE ISTITUZIONI

Passano i Governi, ma i privilegi della chiesa cattolica restano immutati.
Dopo aver sostenuto fino all’ultimo momento il governo Berlusconi, tentando di massimizzare i vantaggi che potevano derivare per se stessa, sul piano dei cosiddetti “valori non negoziabili” (famiglia, leggasi opposizione totale a qualsiasi riconoscimento delle coppie di fatto etero e omosessuali; difesa della vita, leggasi sabotaggio della legge sull’aborto e opposizione a qualsiasi seria legge sul testamento biologico; educazione, leggasi privilegi anticostituzionali per le scuole private cattoliche e relativi finanziamenti), ............    Leggi tutto l'articolo

Partito Radicale - ICI e Chiesa


EQUITA'? FACCIAMO PAGARE L'ICI ALLA CHIESA CATTOLICA
Non per facile anticlericalismo, ma in tempi di pesantissimi tagli alla vita dei lavoratori, alla cultura, alla salute, non è indifferente ricordare che la Chiesa Cattolica gode in Italia di enormi privilegi economici. Per chi crede, alcuni possono apparire aiuti giusti, ma molti di questi vantaggi sono veri e propri privilegi inammissibili anche dal punto di vista di chi si professa cattolico: citiamo ad esempio le esenzioni ICI degli immobili di ricezione turistica diffusi in tutt' Italia che, fra l'altro, operano una vera attività di concorrenza sleale nei confronti delle attività ricettive private. O parte degli oneri di Urbanizzazione dei comuni.
Link all'Inchiesta UAAR sui fondi pubblici e le esenzioni di cui gode la Chiesa cattolica

UAAR - I costi della Chiesa


“Anche la Chiesa paghi l’Ici”.

Firma l’appello di MicroMega

Link appello MicroMega

Ballarò - ICI e Chiesa


Alcuni articoli:
Dal sito www.iniziativalaica.it


Ici e Chiesa

Santa Ici. Un privilegio che vale 700 ml l’anno
Articolo di Luca de Carolis
“”Un privilegio da 700 milioni di euro all’anno. Tanto vale il mancato gettito fiscale da Ici sugli immobili della Chiesa, secondo la stima dell’Associazione nazionale comuni. Valutazione più che prudente di un patrimonio enorme, pressoché incalcolabile. C’è chi parla di un 20-25% degli immobili nazionali. Secondo il settimanale Il Male, solo a Roma i beni ecclesiastici esenti da Ici sono 306, mentre a Milano sono 42. Proprietà spesso in zone centrali, dalla metratura importante, a conferma che l’Ici “mancata” sui beni della Chiesa è una voragine per i bilanci dei Comuni. Anche perché spesso gli enti religiosi, facendo leva su una normativa ambigua, pretendono di non pagare l’imposta anche su immobili che danno reddito. Nel suo libro I senza Dio, il giornalista Stefano Liviadotti riporta un documento del 2009 del Comune di Roma, pubblicato da l’Espresso , dalle cifre significative. Rispondendo a un’interrogazione sul mancato incasso dell’Ici nel 2006, il sindaco Alemanno scrive: “Le stime indicano in circa 25,5 milioni la perdita di gettito parziale per l’Ici ordinaria. Va aggiunto il minor introito per arretrati, stimato in circa 8 milioni”. Nel marzo scorso, Alemanno ha fornito nuovi numeri: “Gli uffici dell’amministrazione capitolina hanno effettuato una ricognizione, a partire dal 2005, delle attività degli enti ecclesiastici. L’accertamento ha consentito un recupero dell’imposta pari a 9 milioni e 338 mila euro, comprensivi di interessi e sanzioni”.
A colpire è anche la destinazione d’uso dei beni ecclesiastici che non conoscono Ici. Tra i 306 immobili romani elencati dal Male, abbondano gli alberghi. Come il Nova Domus, hotel a quattro stelle nei pressi della basilica di San Pietro, o l’Hotel Santa Prisca, alle pendici del colle Aventino, che dà il nome a uno dei quartieri-bene di Roma. Oppure la Villa Eur Parco dei Pini, rinomata per i congressi. Tante le strutture per turismo prevalentemente religioso: in molti casi spartane, quasi sempre dall’ottima ubicazione. Di frequente piene, perché Roma è pur sempre la città dei pellegrini, dove il Giubileo del 2000 ha fatto spuntare decine tra alberghi e pensioni per fedeli da tutto il mondo. Ovviamente, di proprietà del Vaticano. A margine della selva di istituti per suore e ordini religiosi, anche cliniche e case di cura: talvolta enormi, con molto verde e ampi parcheggi. Stesso spartito a Milano, dove tra gli immobili esenti da Ici c’è anche la Residenza universitaria Torrescalla. All’inaugurazione dell’anno accademico, lo scorso 26 novembre, presenziava l’ad di Finmeccanica, Giuseppe Orsi.”"


Santa Ici, i comuni possono pretendere subito i contributi del Vaticano
Articolo di Marco Palombi.
""La posizione della Cassazione è chiara: le amministrazioni locali non devono attendere una nuova legge per bussare alle casse della Chiesa, per ora esclusa dal pagamento dalla nuova manovra. Il cardinal Bertone: un problema da studiare.
Far pagare l’Ici agli immobili commerciali proprietà di enti ecclesiastici? "È una questione che non ci siamo posti", ha risposto Mario Monti alla stampa estera. La beata dimenticanza del governo non attenua però l’insostenibilità della situazione, aggravata dal fatto che, proprio mentre non si poneva la questione dei beni con cui la Chiesa genera reddito per sé e le sue mille articolazioni, l’esecutivo tartassava la prima casa degli italiani per un ammontare di 3, 8 miliardi di euro l’anno. … ""


La chiesa non fa sacrifici
Articolo di Marco Politi.
""La Chiesa si auto esenta, sacrifici mai. Resta attaccata ai suoi privilegi, ma è prodiga di consigli sull’equità della manovra. È da agosto che l’opinione pubblica aspetta dalla Cei un segnale di disponibilità ad aiutare lo Stato a ripianare il suo debito colossale. In tempi passati i vescovi fondevano l’oro dei sacri calici per sostenere la difesa di un regno invaso. Ora che il nemico finanziario è molto più subdolo e spietato, non succede nulla. Dalla gerarchia non è giunto il più piccolo segnale di "rinuncia". Solo la dichiarazione del Segretario di Stato Vaticano, Tarcisio Bertone, che ha affermato: "Il problema dell’Ici è un problema particolare, da studiare e approfondire". Eppure quello che pensano gli italiani è chiarissimo. Sono contrari all’esenzione dell’Ici, sono contrari a spolpare le casse dello Stato ai danni della scuola pubblica, perché credono al principio costituzionale che chi fonda una scuola privata la paga con i propri soldi. Soprattutto gli italiani sono convinti a grande maggioranza che la Chiesa predica bene e razzola male. Vedere per credere l’indagine del professor Garelli sulla "Religione all’italiana". … ""


Io, sacerdote, pago l’ICI. Le esenzioni sono immorali.
Intervista a Don Paolo Farinella
Link all’articolo


Noi siamo Chiesa: il Vaticano rinunci unilateralmente ai privilegi per l’ICI.
Articolo di Vittorio Bellavite, portavoce nazionale di "Noi Siamo Chiesa"
Link all’articolo


Dal sito www.torinolaica.it

Facciamo pagare l’Ici alla Chiesa cattolica
La Chiesa cattolica è il principale proprietario immobiliare italiano e, nonostante i suoi beni non siano mai stati censiti, si stima possegga oltre il 20% del patrimonio immobiliare nazionale. Il tutto, esente ICI.
Nonostante i ripetuti richiami e le varie richieste di chiarimenti da parte dell’Unione Europea, che considera i privilegi e le esenzioni fiscali concessi dallo stato italiano alle numerosissime proprietà immobiliari ecclesiastiche utilizzate per scopi commerciali (hotel, ristoranti, case-albergo, case di cura, ospedali privati, negozi ecc.) come illegittimi ed in contrasto con le norme europee sulla libera concorrenza (insomma, come veri e propri “aiuti di stato”), nessun governo italiano, di centro-destra o centro-sinistra che fosse, si è mai neanche lontanamente sognato di tassare l’enorme impero commerciale della chiesa.
Anzi, l’ultimo governo Prodi, con un cavillo inserito nei Decreti Bersani, ha sigillato l’esenzione dall’ICI di tutte le proprietà “non ESCLUSIVAMENTE commerciali” della chiesa – il che significa, p.es., che basta che appendano un crocifisso o mettano una cappelletta in un hotel perché questo venga inserito nella categoria del “non ESCLUSIVAMENTE commerciale” e dunque sia esentato dall’ICI.
Tassando gli immobili commerciali ecclesiastici lo stato italiano incasserebbe circa un miliardo di euro all’anno, e probabilmente molto di più se si decidesse a fare il censimento di tutte le proprietà ecclesiastiche sparse qua e là per l’Italia.
Cosa che certo, di questi tempi, non sarebbe mica un’idea malvagia!
(Pare che la chiesa ortodossa greca abbia regalato tutti i suoi immobili alla Grecia per aiutare il Paese ad uscire dalla crisi …)
Enrica Rota

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